I posti del cuore di Francesca Crescentini, aka Tegamini, a Milano

Se non la seguite su Snapchat, bè, commettete un forte errore. Francesca Crescentini, che trovate un po’ dappertutto online come Tegamini, si è fatta conoscere soprattutto su questo social, tanto da guadagnarsi il titolo di ‘Miglior Snapchatter’ agli ultimi Macchianera Awards. Oltre a raccontare con gli snap la sua vita – divisa principalmente tra ottime letture (spassosissima e piena di buoni spunti la sua rubrica #LibriniTegamini), cura del suo bimbo (Minicuore), giri per la città e vita coniugale con Amore del Cuore – Francesca ha anche un blog e lavora in un’agenzia di comunicazione.

Se anche voi la considerate una delle persone più interessanti del web al momento, in questa intervista ci racconta i suoi posti del cuore a Milano, tra buon cibo, negozietti per lo shopping o per l’accoppiata trucco-parrucco e qualche gita fuori porta!

Francesca Crescentini Tegamini
Francesca Crescentini | © Francesca Crescentini

Iniziamo dai fondamentali, la lettura, che chi meglio di te (e chi ti segue su Snapchat lo sa): quali sono le tue librerie preferite a Milano?
Sarò originalissima: ho un debole per la libreria Rizzoli in Galleria. Senza andare così sul mastodontico, invece, amo molto anche Verso Libri, vicino alle Colonne. Oltre ad avere una splendida selezione di titoli e la meravigliosa abitudine di tenere aperto fino a tardi, il calendario degli incontri e delle presentazioni è super avvincente.

Capitolo vestiti e gioielli: quali sono i tuoi negozi preferiti in città?
Guendalina in Corso Porta Ticinese (dove ci sono quasi sempre occasioni su capi di campionario), Manuela Stella in via Vettabbia (per le stampe e le scarpe pazze), il negozio spin-off del Frida a Isola (dove ho scovato un impagabile vestitino pieno di puffin), Cos in Brera (per quando vogliamo sentirci donne eleganti e minimaliste senza andare in rovina) e Stiu, per gli stivali – sperando che la moda dello scarpone col suolone da Frankenstein ci abbandoni presto. Le gioiellerie non posso prenderle in considerazione. Mi piace davvero solo il vintage inestimabile – e purtroppo non sono la principessa ereditaria di Genovia.

Trucco e parrucco: dove vai per un look impeccabile?
Il mio posto preferitissimo per la manicure è Bahama Mama – sono chirurgiche, hanno la vetrina piena di adorabili cretinate di ceramica, la selezione di DVD che ti intrattengono mentre ti si asciuga lo smalto è decisamente eclettica, ti riempiono di tisane e, in estrema sintesi, ci abiterei. Per i capelli, invece, amo tanto Roots. Pieghe resistentissime, caffè coi biscotti e cose stupende da guardare. Quando devo fare il colore e ho appena vinto al gratta&vinci, invece, vado da Coppola in Corso Vercelli. Non mi vedono dal 2014, ma ho ottimi ricordi. La profumeria più bella del mondo, invece, è Mazzolari.

I tuoi ristoranti preferiti?
Nella categoria “Bettole & Folklore” – ma anche “Ho veramente fame ma ho 5 euro stropicciati”, vince a mani basse Oscar, in Porta Venezia – nonostante il proprietario abbia la disdicevole e terrificante abitudine di uscire a intermittenza dalla cucina inneggiando al Duce. Ma ho anche un debole per la gigantesca cotoletta del Brutto Anatroccolo – apprezzata addirittura da mio padre, che ignorava candidamente di trovarsi in un covo di bolscevichi.
Ma direi di chiudere la parentesi “ristoranti totalitaristici” e dedicarci a luoghi più dignitosi.
Dunque, la mia trattoria milanese preferita è Al Garghet ci siamo stati d’inverno (con camino acceso e pianista che si dava ancora pesantemente da fare col repertorio natalizio), ma vorrei tanto vedere com’è il giardino. E, per rimanere in tema, anche Al Laghett a Chiaravalle ho mangiato roba commovente. Tornando in città, invece, tanti applausi per l’Osteria dei Binari, Wang Jiao di Col di Lana (per un menu cinese senza involtini primavera, pollo alle mandorle e riso alla cantonese), Canteen (il messicano più buono e basta, addio, ciao), The Brisket sui Navigli (barbecue texano benedetto dal cielo), Temakinho (sarà banale, ma ben poco mi interessa), Albufera (paella e tapas!), L’Antro della Sibilla in Piazza Cincinnato per la pizza, le Fonderie Milanesi per il brunch (specialmente d’estate) e, per quando facevo la giovane e andavo in giro in via Vigevano, la surreale Meatball Family.

Una cena romantica con Amore del Cuore: dove lo porti?
Da El Porteño, carne argentina e ristorante stupendo. Ma più perché ho una specie di relazione extraconiugale coi loro filetti (sia le tartare che i “cotti”) che per effettivo romanticismo.

Per una serata con gli amici a bere qualcosa invece cosa consiglieresti?
Mi sono sempre divertita moltissimo da Ugo e al Banco. Al Banco, ad un certo punto, ti mettevano anche il mojito in un adorabile sacchettino da passeggio. Come quando si vincevano i pesci rossi al luna park. Ho sempre vagato con compagnie che apprezzano molto i posti scaccioni ma gioiosi. Quindi aggiungerò anche il Picchio – agghiacciante – e il Frizzi e Lazzi, che non costa niente e ha un cortile bellissimo pieno di terrificanti sedie di plastica. Quando ero giovane e divertente, poi, andavo spesso all’Atomic e all’allusivo Leccomilano in Porta Venezia. Per l’aperitivo (e ritrovare la dignità) mi piace molto El Tombon de San Marc in Brera. Se dovessi scegliere un unico locale dove invecchiare e accamparmi, invece, voto per il 1930. Ci sono stata una volta sola ma non ho mai bevuto così bene.

Per l’abbigliamento baby invece cosa scegli?
Ho deciso di puntare sulla praticità e di rassegnarmi all’inesorabile impermanenza di qualsiasi capo d’abbigliamento. Quindi ci siamo allegramente buttati su Primark ad Arese, H&M e Chicco. Quando vogliamo rubare la scena al piccolo George, invece, andiamo da Petit Bateau.

Quali sono le app imprescindibili che usi per vivere Milano in maniera più ‘smart’?
Tralasciando Google Maps ed Enjoy, i biglietti dei mezzi li prendo sempre con l’app di Atm. Altri servizi che mi salvano ripetutamente la vita: Amazon Prime Now, Glovo, Deliveroo.

Parliamo anche un po’ di cultura: i musei di Milano in cui vai sempre con piacere quali sono?
Palazzo Reale a parte, uno dei miei preferiti è il Poldi Pezzoli – specialmente per le mostre temporanee. Un evviva anche per il Museo della Scienza, la Triennale, la Fondazione Prada e l’Armani Silos. Incredibile ma vero, poi, non sono ancora stata al Mudec… ma direi che questa ridicola lacuna scomparirà presto con la visita d’obbligo alla mostra dei dinosauri.

Il luogo dove vai quando devi riflettere o prendere una decisione importante?
I Giardini della Guastalla, forse. Ma sono più per il pensare in movimento.

Il primo posto dove porti un tuo amico in visita?
Se voglio vantarmi della vivacità cittadina, Navigli.

Il tuo quartiere del cuore?
La prima casa milanese era tra Repubblica e Porta Venezia, e sono rimasta molto affezionata a quel quartiere. Mille posticini dove mangiare e uscire, Buenos Aires vicino per comprarsi potenzialmente qualsiasi cosa, mezzi comodissimi, stazione raggiungibile a piedi. Ora siamo in Bocconi e ce la caviamo bene ma, per la rubrica “Capitan Ovvio”, penso che in Brera sarei molto felice.

La gita fuori porta per ritemprarti: dove vai?
Dalle mie parti in Val Trebbia, ci si arriva in un’ora, si mangia in maniera strabiliante, ci sono i caprioli che saltano e la famigerata aria buona. Tutte le volte che facciamo un giro in campagna dai miei genitori il pensiero di trasferirmi lì a zappare l’orto un pochino mi sfiora.

Sei nata e cresciuta a Piacenza: quali sono i posti che consigli nella tua città d’origine?
A Piacenza non ci vivo più dal 2009, ma c’è la trattoria del Gnasso – anzi, da regolamento si chiama La Pireina – che vale il pellegrinaggio. In collina, invece, adoro La Bellaria – sulla Statale 45 – e il Sugone, in piazza a Rivergaro. Lo so, i piacentini sono pittoreschi, quando bisogna battezzare le cose!


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Comments 1

  1. Francesca Crescentini, Aka Tegamini, Shares Her Favourite Places in Milan – A Place in Milan
    Reply

    […] Read the original article on Conosco un Posto. This article was translated by Kelsey Rivett.  […]

    14 aprile, 2017

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