Ristoranti a Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato questo mese

Di Redazione

Posti nuovi e salde certezze, ma anche circoli dove si mangia bene, si spende il giusto e ci si diverte un mondo; nuovi posti posh che però meritano una possibilità; locali dove puoi scegliere la tipologia di pizza (croccante o con il cornicione alto?), menu a cavallo tra Italia e Senegal, o tra Italia e Asia. In questa nuova compilation, molto adatta al periodo estivo, abbiamo provato tanti nuovi ristoranti a Milano: ecco i nostri racconti!

10 ristoranti a Milano che abbiamo provato di recente

Gio Gio’s

cucina mediterranea |📍Sant’Ambrogio
💰€€


Apriamo la compilation di questo mese con una di quelle classiche nuove aperture “fighette” che da un lato attraggono e dall’altro insospettiscono: “Non è che spenderemo un botto per mangiare così così?”. Spoiler: spenderete meno di quanto potreste pensare (non poco, sia chiaro, ma nemmeno esageratamente) e molto probabilmente uscirete parecchio soddisfatti – come è successo a noi – sia dalla cucina che dall’atmosfera intima e internazionale che si respira in questo bel locale, nonché dall’impeccabile servizio.

Il locale si trova in via Caminadella, è arredato con gusto, eleganza e semplicità, ed è decisamente ampio e ricco di coperti, suddivisi tra la sala e il bancone che circonda la cucina a vista (la prossima volta, ci piacerebbe provare l’esperienza di pasteggiare alla barra, guardando la brigata al lavoro!). L’illuminazione è soffusa e il personale preparatissimo e premuroso al punto giusto.

La carta, poi, è così suddivisa: Gio Gio’s Selection (antipastini pensati come aperitivo); antipasti freddi; antipasti caldi; pasta; pesce; carne e contorni. La carta dei dolci è a sé. Giusto per darvi un’idea del tipo di cucina – che definiremmo mediterranea con un twist – in menu si trovano le puntarelle con pecorino e la parmigiana, la calamarata alla puttanesca e la costoletta di vitello in crosta di salvia e parmigiano. Ingredienti e ricette nostrane, insomma, ma caratterizzate da un je ne sais quoi che conquista: una volta può trattarsi di una salsa, altre di una spezia. Noi abbiamo provato dei gustosissimi arancini, piccoli ma davvero ben fatti, serviti su un letto di sugo al pomodoro di una bontà sconvolgente; le triglie fritte accompagnate da una salsina di peperoni in agrodolce anch’essa spaziale; delle succulente linguine alle vongole e, per finire, un’apprezzabilissima crema catalana che, date le dimensioni, pur avendola divisa in due non siamo riusciti a finire.

Sul sito potete trovare il menu aggiornato (con tanto di prezzi; una vera rarità!) e valutare personalmente, ma possiamo anticiparvi che a testa, escluse bevande, spenderete intorno ai 50/60€. Sempre a proposito di prezzi ci teniamo a sottolineare di aver davvero gradito che ci siano stati comunicati quelli dei fuori carta durante la loro elencazione. Dovrebbe essere la regola, sì, ma purtroppo la maggior parte delle volte non è così. Ah, dimenticavamo: selfie in bagno assicurato.

Lento

Barbecue e birra |📍Isola
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Eravamo abbastanza curiosi di provare questa novità in zona Isola, in via Thaon de Revel: un locale specializzato in barbecue e birra, aperto in una ex officina. La sala in stile industrial all’interno è abbastanza spaziosa ma in questa stagione la maggior parte delle persone, tra cui noi, ha sfruttato il dehors in strada. Lento si chiama così perché il desiderio è quello di essere un posto dove rallentare e godersi il tempo: e dobbiamo dire che la promessa di non mettere fretta, dichiarata anche sul loro sito, è stata pienamente rispettata. È stato un piacere stare sedute senza la minima pressione ad alzarsi (cosa che, ormai, nei locali a Milano non è scontata, purtroppo).

Il menu si presta sia a un aperitivo rinforzato, visti i tanti piattini da condividere, sia a una cena informale. Noi abbiamo condiviso le Moinks Balls, polpettine arrotolate nella pancetta leggermente piccanti, le alette di pollo alla brace, ben saporite, e il cavolfiore alla brace con salsa di parmigiano, frutta secca e olio al basilico, sicuramente il piatto migliore della serata. Torneremo a provare i burger e le ribs che sembravano deliziose! Oltre alle birre, abbiamo apprezzato anche la presenza di cocktail (anche low alcol e analcolici) e di una selezione di vini al calice e in bottiglia, non così ovvia in un locale di questo tipo.

Infine, era da tanto tempo che non incontravamo un servizio al tavolo così simpatico, gentile e pronto a dispensare consigli. Il conto finale? Forse leggermente più alto di quanto ci aspettassimo, ma fattibile: con una birra e un calice, abbiamo speso poco più di 25€ a testa.

Bluesquare

ristorante italiano con influenze asiatiche (molte opzioni veg) |📍Tortona
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Là dove dieci anni sorgeva uno dei nostri posti del cuore, il Botanical Club (rip, quante serate!), da qualche tempo è arrivato Bluesquare, che in maniera molto matura abbiamo evitato per un po’ onde non rischiare l’effetto nostalgia. Ma tra una camminata e l’altra in zona Tortona, abbiamo deciso di dargli una chance e ne siamo rimasti davvero sorpresi positivamente. Gli spazi rimangono quelli enormi, ariosi, cool e contemporanei di sempre, con un bell’affaccio sulla strada, un ampio dehors, un imponente bancone a dominare la sala, un bello spazio tra i tavoli e piante ovunque.
Il menu è mediterraneo – con ampia opzione veg e abbinamenti mai banali -, ma con diverse influenze asiatiche, per cui oltre a portate più classiche (a pranzo insalatone, tuna sandwich,toast di ogni sorta, a cena piatti e piattini da condividere), aspettatevi di trovare anche maki, gunkan, sashimi e spiedini robata.

Noi abbiamo assaggiato tre piatti, tutti davvero ben riusciti: buono (e abbondante) il cirashi, ottimi i lomien (noodle cinesi tirati a mano belli spessi) con un sughetto rosso paradisiaco, devastante la cotoletta di melanzana impanata con panko, pomodorini e rucola. I prezzi sono in linea e il servizio molto cortese. Vi segnaliamo, infine, che il locale è aperto dalla colazione fino al dopocena, e che spesso organizza serate, djset ed eventi di vario tipo, per cui vi consigliamo, se interessati, di consultare le loro pagine per essere sempre aggiornati!

Amina

cucina marocchina |📍Porta Romana
💰€€

Sarà che forse cominciamo a essere anziani e ormai qualsiasi orario dopo le 22 è buono per andare a dormire, ma quanto è bello cenare presto? È con questo pensiero ci siamo accomodati a un tavolo di Amina, un nuovo ristorante marocchino in Porta Romana gestito da Monir Eddardary, ex concorrente di Masterchef 10 che forse ricorderete per la sua simpatia e la sua parlata deliziosamente umbra, oltre ovviamente che per le sue doti in cucina.

Ospiti di una squisita sala arredata con gusto, primo segno dell’indubbio amore e attenzione con cui è stato concepito tutto il progetto, veniamo accolti e seguiti per tutta la cena da uno staff preparato e simpatico, capitanato da Alessia, la compagna di Monir, che invece raramente si affaccia dalla finestrella della cucina (quasi) a vista. Da un menu non troppo affollato ma decisamente invitante, abbiamo scelto i briwat (fagottini di pasta filo ripieni di spaghetti di soia e carne) e i mokkouda (polpettine di patate e formaggio) come antipasto e le tajine barkouk (con manzo, prugne e mandorle) e kufta (polpette di manzo) come portate principali. Tutti i piatti erano certamente buoni, ma a parte i briwat e la tajine kufta (davvero buonissima) non ci hanno fatto strappare le vesti. Nel barkouk, per esempio, avremmo voluto sentire una maggior spinta delle spezie e abbiamo avuto l’impressione che i sapori fossero un po’ troppo edulcorati, forse per andare incontro ai palati italiani.

Anche la torta con coulis di cioccolato ci ha lasciato qualche dubbio, poiché l’abbiamo trovata più adatta per una colazione o una merenda (soprattutto se accompagnata dall’ottimo tè marocchino alla menta a cui non abbiamo saputo resistere) piuttosto che come fine cena; buonissima senza asterischi è stata invece la panna cotta all’acqua di rose. Insomma, anche al netto di prezzi non troppo sostenibili (noi abbiamo speso circa 50 euro a testa), ci è comunque rimasta la curiosità di tornare per provare altri piatti (soprattutto il cous cous) e per capire se, dopo il fisiologico periodo di assestamento, i sapori avranno trovato una quadratura più nitida.

Pepén

panini |📍Porta Venezia
💰€

Quando questa storica e arcinota paninoteca parmense è approdata a Milano era impossibile metterci piede (come al solito, del resto: tutti a fiondarsi sulle nuove aperture manco dovessero chiudere dopo poco). Abbiamo dunque aspettato qualche tempo, prima di provare le sue specialità seduti a uno dei (pochi) tavolini esterni. Pepèn è un piccolo locale con banco, dotato di giusto un paio di tavoli interni e 7/8 esterni, e ha casa al piano terra di in uno dei palazzi liberty più belli di Milano (Casa Galimberti).

Tra le proposte si trovano: tartine miste; panini al latte farciti di salumi; quelle che vengono definite le Delizie Storiche – che comprendono il leggendario toast farcito, la Palla di Carne (una polpetta fritta), l’Uccello Elaborato (un würstel avvolto da pane e servito con le salse) e la Carciofa (tortino di carciofi, spinaci, ricotta, parmigiano e mortadella); focaccine farcite e panini espressi, preparati con pan carrè o pagnottine a scelta. Le opzioni vegetariane sono davvero limitatissime (una focaccia su sei e un panino su tredici; d’altra, parte stiamo parlando di una panineria nata a Parma…).

Noi ci siamo presi una Carciofa – di cui avevamo sentito parlare un gran bene e che ci è sicuramente piaciuta, senza però trovarla sconvolgente – e la decisamente golosa focaccina ripiena di salsiccia cruda di maiale, maionese, senape e piccante. I prezzi sono onesti, contando la qualità degli ingredienti utilizzati, e per un pranzo al volo ce la si può tranquillamente cavare con meno di 15€

Due Forni

pizzeria |📍Porta Romana
💰€€

Lo scriviamo a bassa voce, ci siamo un po’ stufati delle pizze napoletane: non fraintendeteci, una buona pizza napoletana è sempre un’ottima idea, ma ultimamente il proliferare di locali che propongono questa tipologia ci ha un po’ annoiato. Proprio per questo motivo abbiamo provato questo nuovo ristorante in zona Porta Romana con aspettative molto alte; il format infatti, come intuibile dal nome, prevede un’offerta divisa in due parti: da un lato del ring troviamo la classica tipologia sottile al centro e con un cornicione alto e alveolato, che qui viene proposta in versione contemporanea con ingredienti ricercati e di qualità; dall’altro troviamo invece le pizze romane con bordo basso e croccante e dal diametro maggiore.

Chi vincerà? Per noi non c’è stata partita. Le pizze sottili sono leggerissime e davvero gustose: approfittando della compagnia numerosa, noi abbiamo provato la diavola (nostro indicatore principale quando siamo in una pizzeria nuova), la zucchine e fiori di zucca, la capricciosa e la margherita due forni (con mozzarella di bufala e datterino semi dry) e tutte ci hanno convinto in pieno. Chiaramente, per giudicare con oggettività abbiamo assaggiato anche la napoletana, una cinque formaggi buonissima ma che, forse per la saturazione di cui sopra, non regge il confronto con la romana.

Ovviamente al centro del menu restano le pizze, ma ci siamo stupiti di quanta cura sia riservata anche agli antipasti, solitamente relegati ad attori non protagonisti e invece qui parte integrante dell’esperienza. Noi abbiamo assaggiato la pizza al padellino con vitello tonnato, la sfera con stracotto di ossobuco e ‘nduja, la frittatina primavera con bucatini, fave, guanciale e piselli e soprattutto la fantastica crocchetta di verdura con zucchine, carote, cavolo, zenzero e funghi shitake dai sentori orientali.

Insomma, noi ci siamo proprio divertiti anche per merito di un servizio davvero gentile che ci ha coccolato per tutta la sera. Il prezzo è in linea con la tipologia di locale e la zona. Per pizza, antipasto e birra spenderete circa 35/40 euro.

Al Garghet

Cucina tradizionale milanese |📍Gratosoglio
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Questo ristorante immerso nel verde, praticamente in campagna, è nelle nostre classifiche e compilation ormai da tempo immemore: uno dei nostri posti tradizionali preferiti dove tornare e tornare ancora. Sebbene il menu milanese classico possa far pensare che sia adatto più all’autunno e all’inverno, il suo splendido giardino interno la pensa diversamente. Siamo stati qui a cena con amici e ci siamo seduti in un angolino appartato del giardino, a goderci la luce che all’inizio illuminava tutto e l’intima oscurità con l’avanzare della serata. Unica nota stonata, il tavolo rotondo in pietra aveva solo una panca per sedersi e nonostante i cuscini, la schiena a un certo punto ha iniziato a farsi sentire.

Abbiamo cominciato dividendo degli squisiti Fiur di Süca impanati e fritti, ripieni di mozzarella e acciuga, con polenta e fonduta di grana lodigiano, e un Bombolon con salumi misti Marco D’Oggiono. Ci ha colpito meno il Lard cont el patè casereccio e miele di castagno. Poi è arrivato il momento dei grandi classici: l’immancabile Risott a la Milanesa, oggettivamente delizioso, e la cuteleta a la Milanesa con pomodorini, dalle porzioni a dir poco abbondanti. Il servizio è stato estremamente attento per tutta la serata: escluse le bevande, dovreste riuscire a uscire sazi spendendo circa 50€ a testa.

SunEleven Rooftop

Cocktail bar |📍Duomo
💰€€


Alla ricerca di un posto dove fare aperitivo in centro, siamo venuti in una delle nostre terrazze del cuore. SunEleven Rooftop si trova all’undicesimo piano dell’iH Hotel Milano Ambasciatori, sopra la defilata piazza Cesare Beccaria. Sicuramente meno elegante di altre terrazze nei dintorni, ma in compenso con un’atmosfera rilassata e accogliente, complici gli arredi colorati dallo stile nordico e tante lucine. Il punto forte, qui, è la vista mozzafiato quasi a 360° su tutta la città: non solo sulle guglie del Duomo, ma anche su Torre Velasca, Porta Nuova e lo skyline milanese.

Per questo, secondo noi, l’aperitivo è il momento perfetto per venire qui e godere di questo panorama al tramonto. Noi abbiamo optato per la formula aperitivo, che con 20€ circa include un cocktail e un tagliere molto classico (che forse non disdegnerebbe una ventata di novità) con focaccine, affettati e formaggi. In aggiunta, potete ordinare dal menu alcune tapas e stuzzicherie. Alla carta la lista cocktail è, prevedibilmente, molto lunga, e copre tutti i grandi classici con qualche sorpresa. Noi abbiamo sorseggiato un Margarita nella media e un classico Gin Tonic. Raccomandata la prenotazione, soprattutto nei giorni clou, e siate precisi col numero di partecipanti, il personale è andato un po’ in confusione per una sola persona aggiuntasi all’ultimo!

C.I.Q – Centro Internazionale di Quartiere

Street food |📍Corvetto
💰€

Per quella frangia che ai posti “fighetti” preferisce di gran lunga i posti di quartiere, genuini e dai prezzi accessibili, il Centro Internazionale di Quartiere (detto C.I.Q) è una certezza. Come già vi avevamo raccontato in passato, la struttura bianca e rossa in cui ha sede ricorda un po’ una casa svizzera, i tavoli in cortile sono coperti da tovaglie con stampe tipicamente africane, e piante e piantine sono disposte nei più disparati vasi di recupero (dalle moke del caffè alle vaschette di detersivo).

Il posto è gestito dall’associazione Sunugal – che da più di vent’anni si occupa di co-sviluppo tra Italia e Senegal – e organizza lezioni di italiano per stranieri, corsi , workshop, concerti, spettacoli e così via. Modou Gueye (noto anche come Modou), anima, direttore artistico e fondatore dell’associazione, inoltre, è un personaggio piuttosto noto in città: ha rilasciato diverse interviste, soprattutto sul Corvetto, il quartiere in cui il C.I.Q è a casa, e che non sempre viene raccontato con le dovute accortezze dai media.

Noi al C.I.Q andiamo spessissimo: ci abbiamo passato pomeriggi a giocare a burraco, ballato a serate organizzate, festeggiato diversi compleanni. Ci abbiamo fatto aperitivo, ci abbiamo cenato, ci abbiamo anche solo preso una birra.

Il menu è corto, con un paio di piatti e diverso street food, e spazia, ovviamente, tra Italia e Senegal: dalla lasagna al cous cous con carne e/o verdure, dagli arrosticini (che buoni quelli di fegato!) ai Nem, involtini primavera alla senegalese (vegetariani o con carne). L’ultima volta abbiamo optato per delle patatine fritte, pizza pala, arrosticini di pollo (erano, purtroppo, finiti quelli di fegato 🙁 e delle empanadas vegetariane, il tutto accompagnato da fiumi di birra. In generale, vi consigliamo tutto! I prezzi oscillano dai 3 ai 13 euro, quindi capite bene che è facile passare una serata spendendo poco,(sui 20-30 euro se vi date proprio alla pazza pazza gioia). Un sogno.

Bocciofila Caccialanza

Trattoria |📍Rovereto
💰€


Una delle migliori domenica in compagnia, l’abbiamo trascorsa recentemente alla Bocciofila Caccialanza, uno dei nostri circoli preferiti, in attività dal 1962. Per chi non lo sapesse, si trova in zona Rovereto: l’ambiente della trattoria tradizionale è molto spartano, i campi di bocce al coperto notevoli, il servizio molto gentile, la fauna molto variegata. Qui trovate: pensionati, immancabilmente, ma anche gruppi di ragazzi, famiglie, persone di tutte l’età che giocano al biliardino.

Una volta seduti in trattoria, per noi il piatto, quello immancabile, da ordinare è sempre la scamorza alla griglia, con una reazione di Maillard, degna della crosticina dorata che potete comodamente visualizzare in foto, e piuttosto indescrivibile al palato. Ma non ci siamo fermati qui: abbiamo preso anche i tomini alla griglia, verdure miste alla griglia e, come piatto principale, delle cotolette alla milanese cotte al punto giusto.

Dopo il pranzo? Siamo finiti a giocare nell’area bocce, chiedendo prima qualche dritta agli sciuri professionisti, e poi giocando direttamente con loro. Quanto abbiamo speso? Partita a bocce annessa, una trentina di euro, con diverse bottiglie di vino. Da rifare al più presto!

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