Non pare vero nemmeno a noi ma siamo veramente giunti all’ultima rubrica prima della pausa estiva, tutta dedicata alle mostre a Milano a luglio 2026 da visitare assolutamente. Dopo averne viste e fotografate molte di più, ne abbiamo selezionate 5 di cui ben 4 gratuite e 2 in corso in gallerie d’arte approdate di recentissimo in città. Che non si dica che non ci diamo da fare!
Questo mese vi proponiamo la mostra di un collettivo artistico composto da 11 persone neurodivergenti; la grande retrospettiva che celebra uno dei nostri scultori preferiti nel centenario della sua nascita e a un anno dalla sua scomparsa; la doppia personale che mette in relazione le opere pittoriche di un’artista polacca e quelle ceramiche di un artista italiano; la personale di un artista appassionato di architettura e quella di un’artista che pittura il rumore.
Non preoccupatevi, comunque, perché stiamo già lavorando per l’articolo di settembre! Intanto, buona estate!
5 mostre a Milano a luglio 2026 da non perdere
Seguici su Instagram per rimanere sempre aggiornato e scoprirne di nuove!
Atelier dell’Errore – PPP pinkpussypunk
📍Kaufmann Repetto | fino al 10 settembre 2026
🎟️ gratis o biglietti qui


Cominciamo la nostra carrellata di mostre a Milano a luglio 2026, da quella in corso presso la galleria d’arte contemporanea Kaufmann Repetto, che vede protagonista il più recente corpus di opere di Atelier dell’Errore. La storia di questo collettivo, di cui fanno parte 11 artisti neurodivergenti, è estremamente interessante: vent’anni fa l’artista Luca Santiago Mora – ora direttore artistico di AdE – riceve la chiamata di un’amica, che gli chiede di sostituirla per un anno nel laboratorio di attività espressive del reparto di neuropsichiatria infantile dell’AUSL di Reggio Emilia. L’esperienza, però, si fa così interessante che Mora non vuole più andarsene.
Fin dal principio decide che il lavoro verrà impostato sul disegno (tecnica che lui stesso come artista non ha mai esplorato e dunque ottima come base comune, per partire tutti dallo stesso livello), che i soggetti dovranno ispirarsi al mondo animale e che sarà vietato cancellare, perché non esistono errori: si comincia il lavoro di gruppo e lo si porta avanti senza ripensamenti. Nascono così le prime creature ibride, mostruose e inquietanti – ma al contempo magnetiche e affascinanti – di AdE; un po’ insetti e un po’ animali sottomarini. Nel 2018 – diventati ormai maggiorenni tutti i partecipanti – il laboratorio cambia forma e si costituisce come studio d’arte cooperativa sociale, in cui i ragazzi sono assunti come disegnatori e guadagnano dalla vendita delle opere (frutto di tante mani ma sempre armoniche e coerenti), come veri e propri artisti d’arte contemporanea.
L’esposizione pinkpussypunk si intitola così perché raccoglie le opere prodotte in questa fase di vita più adulta, in cui l’oro (usato in quella precedentemente) lascia il posto a colori acrilici tra cui spiccano le varie tonalità di rosa, e in cui attributi anatomici inequivocabilmente sessuali fanno capolino prima di tutto nei pensieri e negli impulsi dei ragazzi e, di conseguenza, nelle opere realizzate. Il bestiario mostruoso si trasforma così in un bestiario libidinoso. Noi – che già conoscevamo e apprezzavamo Atelier dell’Errore – abbiamo amato questa mostra e, pertanto, vi consigliamo vivamente di non perdervela.
Arnaldo Pomodoro – Una Vita
📍Gallerie d’Italia | fino al 18 ottobre 2026
🎟️ ingresso: intero 12€; ridotto 10€


È ora di passare al racconto dell’unica mostra a pagamento tra quelle selezionate per la rubrica dedicata alle mostre a Milano a luglio 2026 da visitare assolutamente. Arnaldo Pomodoro – Una Vita celebra il grande scultore ripercorrendone la lunga carriera artistica (più di 60 anni) attraverso 45 opere provenienti dalle collezioni di Intesa San Paolo e Fondazione Arnaldo Pomodoro e, diramandosi nei vari ambienti di Gallerie d’Italia, permette ai visitatori di ripercorrere le tappe più significative della sua creatività decennio dopo decennio.
Ad accogliere il pubblico nel suggestivo Salone della Scala, è una pedana occupata da grandi sculture bianche in fiberglass (fibra di vetro molto leggera che Pomodoro ha spesso utilizzato per realizzare copie delle sue opere e scenografie). Si tratta di un piccolo repertorio attorno ai temi del movimento e del disequilibrio, composto da opere realizzate tra gli anni 70 e gli anni 2000. Nelle sei sale che si affacciano su di essa, invece, vengono ripercorsi i momenti più significativi del percorso artistico di Pomodoro: dagli esordi nel pieno della stagione informale milanese degli anni 50, alla loro rievocazione all’inizio degli anni 2000; passando per la ricerca sulle forme della geometria euclidea, le sperimentazioni minimaliste, i temi della scrittura e della comunicazione e l’esplorazione della superficie mossa.
Il percorso poi continua nel Salone Manzoni, nelle altre sale di Palazzo Bertani che costudiscono la collezione permanente di Gallerie d’Italia e nel Chiostro Ottagonale (che ospita il Disco in forma di rosa del deserto.1), per poi concludersi nel Giardino di Alessandro, dove si trova la monumentale Sfera Grande. Se amate Pomodoro dovete necessariamente visitare questa meravigliosa mostra e – se ancora non lo avete fatto – anche lo spettacolare Labirinto sotterraneo (visitabile su prenotazione), in cui vi avevamo anche girato un bel reel.
Enzo Cucchi | Aleksandra Waliszewska
📍Consonni Radziszewski | fino al 23 settembre 2026
🎟️ ingresso: libero


Momento novità (ce ne sarà anche un secondo alla fine della rassegna): la galleria Consonni Radziszewski, già presente a Lisbona e a Varsavia, ha aperto la sua terza sede a Milano e, più precisamente, all’interno di uno stupendo palazzo liberty al civico 6 di via Gustavo Modena.
Non abbiamo mai nascosto di amare tanto le visite alle gallerie d’arte non solo perché ci permettono di scoprire nuovi artisti e ammirarne le opere, ma anche perché spesso trovano sede in location mozzafiato; e ciò vale sicuramente in questo caso.
I due piani della galleria, affacciata sul lussureggiante cortile, al momento ospitano una doppia personale che vede relazionarsi i dipinti un po’ dark della polacca Aleksandra Waliszewska (1976) e le ceramiche di Enzo Cucchi (1949). Dato che gli artisti stessi hanno deciso di essere un po’ criptici e il comunicato stampa riporta semplicemente un breve botta e risposta tra i due (che niente ha a che fare – almeno apparentemente – con quanto esposto), rispetteremo quest’aura di mistero senza raccontarvi altro; però voi fidatevi e siate curiosi: secondo noi non ve ne pentirete.
Marco Petrus: In-Motion
📍M77 | fino al 12 settembre 2026
🎟️ ingresso: libero


Astrattismo, architettura, colore e dichiarati riferimenti ad alcune figure di spicco della scena artistica del secolo scorso: c’è tutto questo nella mostra di Marco Petrus in corso presso M77. Nato a Rimini nel 1960, ma presto trasferitosi con la famiglia a Milano, Petrus ha sviluppato una passione per l’architettura fin da giovanissimo, tanto da renderla protagonista delle sue opere fin dagli esordi, nel 1991. Le opere che lo hanno reso celebre rappresentano infatti strutture architettoniche viste dal basso. Pur continuando a rimanere traccia delle origini, questa esposizione racconta però, attraverso 65 opere inedite, un’evoluzione stilistica alquanto drastica, in cui l’interesse viene spostato prevalentemente sul movimento, reso grazie a un sapiente utilizzo del colore, e la rappresentazione si fa più astratta.
Al piano inferiore della galleria, a introdurre questo cambio di stile sono linee variopinte che tracciano traiettorie sinuose e sembrano estendersi oltre la superficie dalla tela; mentre al piano superiore si trovano gli omaggi di cui parlavamo precedentemente, primo fra tutti quello alla Bambina che corre sul balcone di Boccioni. Le vedute dall’alto di città anonime (l’unica a essere resa nota dall’autore è Venezia), simili a mappe digitali, omaggiano invece artisti quali Carla Accardi, Giuseppe Capogrossi e Afro Balsadella. Si passa poi a Morandi, a cui si ispira la serie più “calma”, in cui la vivacità dei colori utilizzati per gli altri lavori lascia spazio a tinte più tenui e evanescenti che trasformano il movimento in quiete. Infine, un dittico che fa riferimento alla Colonna senza fine di Brâncusi, reinterpretata per mezzo di moduli geometrici romboidali e campiture cromatiche.
Marie de Villepin – White Noise
📍Villepin | fino al 12 luglio 2026
🎟️ ingresso: libero


L’altra novità a cui vi accennavamo precedentemente è l’arrivo in città di Villepin, galleria d’arte contemporanea fondata a Hong Kong nel 2019. E quale spazio ha scelto di occupare? La scenografica chiesa sconsacrata di San Vittore e Quaranta Martiri, in zona Corvetto. Noi, che ci eravamo già stati qualche anno fa in occasione del Fuorisalone, approviamo decisamente la scelta e per questo ci siamo fiondati subito a dare un’occhiata di persona.
La personale con cui Villepin inaugura la sua sede milanese – White Noise – raccoglie una serie di tele di grande e medio formato dell’artista Marie de Villepin. Vivere a New York per più di un decennio ha lasciato profonde tracce nel linguaggio visivo dell’artista, che oltre a dipingere è musicista e in questi quadri ha cercato di condensare tutta la vitalità, la frenesia e l’irrequietezza di una città che non si ferma mai e di conseguenza non è mai silenziosa. Dipingendo queste tele, assolutamente astratte, l’obiettivo che si è posta de Villepin, evidentemente, non è stato quello di raffigurare New York ma, piuttosto, quello di riuscire a trasmetterne l’atmosfera. E in effetti, nel silenzio assoluto della chiesa, osservando le sue opere pare di sentirla, in sottofondo, quella specie di ronzio che nasce dalla somma dei tanti suoni che appartengono a un mondo saturo, sovraccarico: il rumore bianco.
Vi ricordiamo, inoltre, essere ancora in corso alcune bellissime mostre a Milano a luglio 2026 di cui vi abbiamo già parlato in precedenza:
- Andrea Branzi by Toyo Ito. Continuous Present📍Triennale fino al 4 ottobre 2026
- Depero Space to Space📍Museo Bagatti Valsecchi fino al 2 agosto 2026
- Anselm Kiefer – Le Alchimiste📍Palazzo Reale fino al 27 settembre 2026
- Mona Hatoum – Over, Under and in Between📍Fondazione Prada fino al 9 novembre 2026
- Giovanni Gastel – Rewind📍Palazzo Citterio fino al 26 luglio 2026
- Benni Bosetto – Rebecca📍Pirelli Hangar Bicocca fino al 19 luglio 2026
- Romane de Wattaville – I’ll Miss You When I Scroll Away📍Istituto Svizzero fino al 4 luglio 2026
- Man Ray: M for Dictionary📍Gió Marconi fino al 24 luglio 2026
- Vico Magistretti e il Giappone📍Fondazione Vico Magistretti fino al 25 febbraio 2027
- Social Unrest📍Matta fino al 12 settembre 2026
- Rirkirit Tiravanija – The House Thet Jack Built📍Pirelli Hangar Bicocca fino al 26 luglio 2026
- Piero Portaluppi: l’Arte del Disegno📍Villa Necchi Campiglio fino al 18 ottobre 2026
E nel frattempo, tra le mostre a Milano a luglio 2026, hanno inaugurato anche:
- Giulio Paolini – In Studio Ora (Come Allora)📍Christian Stein fino al 24 ottobre 2026
- Sole in Virgo📍Highline Milano fino al 4 ottobre 2026
- Paolo Troilo – The Breach. Il Muro Rompe il Silenzio📍Palazzo Reale fino al 13 settembre 2026
- Mario Raciti – Opere 1952-2025📍Palazzo Reale fino al 20 settembre 2026
- Aurelio Amendola – Capolavori Fotografati📍Palazzo Reale fino al 6 settembre 2026
- Arjan Martins – Estrangeiro. 35º30’54” N, 12º34’48” E📍Ica fino al 24 luglio 2026
- L’Altro che Abito📍Viasaterna fino al 25 settembre 2026
- Dep Art Gallery | 20 anni📍Dep Art Gallery fino al 19 settembre 2026
- Memoria di Forma📍Romero Paprocki fino al 19 settembre 2026
- Ron Nagle: Phantom Banter📍Gió Marconi fino al 24 luglio 2026
- Werner Bischof – Point of View📍Museo Diocesano fino al 18 ottobre 2026
- Gaia De Megni – Per un’Antologia delle Ombre📍Casa della Memoria fino al 13 settembre 2026
- The Human Stain📍Galleria Monica De Cardenas fino al 30 luglio 2026
- François Morellet | Gianni Colombo📍A Arte Invernizzi fino al 17 luglio 2026
- Achille e Bruno. Liberi di Giocare📍Fondazione Achille Castiglioni fino al 16 febbraio 2027
- Dancing at the Edge of the World – VIII Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura📍Ica fino 10 luglio 2026
- The Gentleman – Stile e Gioielli al Maschile📍Palazzo Morando fino al 27 settembre 2026
- Cao Fei – Dash📍Fondazione Prada fino al 28 settembre 2026
- I Wish to Die in Autumn Moonlight Even in Darkness Not to Be Lost📍Lia Rumma fino al 24 luglio 2026
- Francesco Clemente – In Between📍Triennale fino al 6 settembre 2026
- Lella and Massimo Vignelli – A Language of Clarity📍Triennale fino al 6 settembre 2026
Sei appassionato di arte e cultura? Dai un’occhiata alla nostra sezione dedicata!
Ci sono altre mostre a Milano a luglio 2026 che hai visitato e ci consigli?
Vuoi rimanere sempre aggiornato sulle novità a Milano? Segui la nostra pagina Instagram e iscriviti alla nostra newsletter con un sacco di altri spunti ogni settimana!