Wake me up when September ends cantavano i Green Day…Ma non c’è bisogno di andare in letargo per riprendersi dal trauma del rientro in città post ferie! L’arte potrebbe (almeno parzialmente) consolarvi e noi siamo qui pronti a venirvi in aiuto, consigliandovi 5 mostre a Milano a settembre 2026 che, come sempre, abbiamo visto e fotografato di persona.
Il menu settembrino propone: la personale di un artista genovese che mette al centro lo studio come spazio “sacro” e fuori dal tempo; l’interessante esposizione che racconta l’approccio giocoso adottato nella progettazione da due illustri rappresentanti del design italiano del secolo scorso; una mostra a 40 metri d’altezza che vede protagonisti tarocchi e zodiaco; la retrospettiva dedicata a un grande fotografo svizzero scomparso prematuramente e l’antologica di un pittore milanese interessato a quel che non si vede perché – come insegna Antoine de Saint-Exupéry (ma anche i 99 Posse) – l’essenziale è invisibile agli occhi.
5 mostre a Milano a settembre 2026 da non perdere
Seguici su Instagram per rimanere sempre aggiornato e scoprirne di nuove!
Giulio Paolini – In studio (ora come allora)
📍Galleria Christian Stein | fino al 24 ottobre 2026
🎟️ ingresso: libero


Quanto sono affascinanti gli studi degli artisti? Muoversi tra lavori terminati, in corso, superfici disseminate di strumenti, prototipi, appunti è sempre un’esperienza speciale e preziosa, perché permette di accedere a uno spazio intimo in cui l’artista si rifugia. «Tra le pareti del mio studio posso contare sugli strumenti di lavoro più fedeli (matite, squadre, compassi…). Lì riesco a fingere di esistere, a mettere ordine tra le mie carte: in verità, mettere in scena un finto e calcolato disordine per farmi credere di essere all’opera.», afferma Giulio Paolini (Genova, 1940), rendendo perfettamente l’idea.
Il titolo della mostra presso la galleria Christian Stein in corso Monforte – con cui l’artista espose per la prima volta a Torino nel 1967 – è mutuato da uno dei sei lavori in mostra (di cui quattro inediti), che celebra lo studio come spazio ideale per la messa in scena dell’opera. Tra le opere esposte anche la grande installazione Mnemosine (Les Charmes de la Vie/8), appartenente a un ciclo di sei episodi accomunati dalla presenza di una o più tele con riproduzioni di particolari del quadro Les Chermes de la Vie di Jean-Antoine Watteu. Il riferimento all’arte del passato? Sempre presente nella riflessione di Paolini.
Achille e Bruno. Liberi di Giocare
📍Fondazione Achille Castiglioni | fino al 16 febbraio 2027
🎟️ ingresso: intero 15€; ridotto da 10 a 7€


Rimanendo in tema studi, passiamo ora a quello di Achille Castiglioni in piazza Castello, dove ha attualmente sede la Fondazione a lui dedicata. Fino al prossimo maggio, sarà possibile visitare la l’interessante e divertente mostra Achille e Bruno. Liberi di Giocare, che approfondisce ulteriormente il tema del gioco già trattato in quella precedente.
In questo caso, il curatore Marco Marzini ha costruito un percorso che esplora le connessioni progettuali che accomunano i percorsi – distinti ma complementari, all’interno del mondo del design italiano del secolo scorso – di Achille Castiglioni e dell’amico Bruno Munari. Entrambi, difatti, condividono una visione progettuale fondata su funzionalità, minimalismo e osservazione dell’esperienza dell’utente finale. L’esposizione si articola in diverse sezioni, tra cui quella dedicata a Luci e Ombre (che si concentra sulle sperimentazioni ottiche effettuate da Achille e Bruno giocando con specchi, riflessi, luci e interferenze ottiche); La Forma Naturale (volta a dimostrare quanto la natura sia in grado di offrire ispirazione) e Struttura e Forma Spontanea (in cui vengono raccolti progetti e riflessioni sui principi di semplificazione formale e piegabilità).
Noi non ci stanchiamo mai di tornare in questo studio-museo; complice l’innata simpatia di Giovanna (figlia di Achille), che trasmette sempre con estremo entusiasmo spirito, storia e progetti del suo papà. Se non ci siete mai stati vi consigliamo di non rimandare ulteriormente la vostra visita!
Sole in Virgo – La Galleria, lo zodiaco, i tarocchi
📍Highline | fino al 4 ottobre 2026
🎟️ ingresso: intero 15€; ridotto da 12€ a 7€


Cambiamo completamente scenario, teletrasportandoci sopra Galleria Vittorio Emanuele II, dove si trova l’hub culturale Highline: un percorso di 250 metri a 40 metri d’altezza, che costeggia le iconiche volte in ferro e vetro della Galleria fino a raggiungere la storica Sala degli Orologi (ora spazio espositivo e un tempo sede della Centrale degli Orologi di Milano, da dove venivano regolate tutte le lancette pubbliche della città attraverso un grande macchinario ancora presente) e la strabiliante terrazza panoramica affacciata sul Duomo.
Di che segno zodiacale è Galleria Vittorio Emanuele II? Essendo stata inaugurata il 15 settembre 1867, Vergine. Ecco spiegata l’origine del titolo della personale dell’illustratrice torinese Elisa Seitzinger: Sole in Virgo. Protagonisti sono i tarocchi e lo zodiaco, certo, ma anche il capoluogo lombardo.
Lo sapevate che i tarocchi hanno origini milanesi? L’inizio della loro storia risale infatti all’epoca rinascimentale ed è legato alla corte degli Sforza. Lungo lo skybridge che precede (e da cui si accede) alla Sala degli Orologi, è esposta una riproduzione ufficiale, realizzata a mano da Il Meneghello Edizioni, di quello che viene considerato il più antico mazzo conosciuto: i Tarocchi di Filippo Maria Visconti.
Il cuore del progetto rimane la ricerca visiva di Seitzinger, che rielabora archetipi, simboli e allegorie attraverso un linguaggio contemporaneo. A essere esposti sono i mazzi disegnati da Elisa e altre opere a essi legate, dodici arazzi zodiacali, sei opere sui Trionfi di Petrarca e un obelisco. Noi vi consigliamo di visitare la mostra poco prima dell’orario del tramonto, in modo tale da potervelo poi godere dalla terrazza. Ingresso e biglietteria si trovano al civico 11/12 della Galleria, lato Piazza della Scala; da lì poi si sale al 6° piano con ascensore o scale.
Werner Bischof – Point of View
📍Museo Diocesano | fino al 18 ottobre 2026
🎟️ ingresso: intero 9€; ridotto 7€; orario serale (17:30-22:00) 12€ con prima consumazione inclusa a InChiostro Bistrot


Tra le mostre a Milano a settembre 2026 che secondo noi vale la pena visitare, inoltre, vi è anche la retrospettiva dedicata a un grande fotografo svizzero, scomparso prematuramente a causa di un tragico incidente stradale avvenuto sulle Ande, durante un viaggio di lavoro in Perù, a soli 38 anni.
Werner Bischof è stato membro dell’agenzia Magnum e può sicuramente essere considerato (anche) un fotogiornalista ma, in realtà, non si è mai voluto considerare tale: «Mi addentro sempre troppo nel soggetto. Non è giornalistico. Mi rendo conto di non essere un giornalista. In fondo, sono ancora – e sempre sarò – un artista», dichiarò a suo tempo. Ed effettivamente, il suo approccio è sempre stato profondamente umanistico; il suo sguardo poetico; il suo stile compositivo estremamente elegante.
Nell’esposizione presentata dal Museo Diocesano sono presenti 200 stampe originali, affiancate da una serie di provini a contatto e un documentario. Il percorso si suddivide in quattro sezioni cronologiche che ripercorrono le tappe fondamentali della sua carriera. Svizzera 1932-1944 racconta le prime sperimentazioni e gli anni di formazione; Europa 1945-1950 raccoglie gli scatti di Paesi europei devastati dalla Seconda Guerra Mondiale; Asia 1949-1953 riunisce i reportage realizzati tra India, Giappone, Corea, Indocina e Hong Kong e; Nord e Sud America 1953-1954 le fotografie scattate durante il suo ultimo viaggio.
Sicuramente la forza del Museo Diocesano non sono gli allestimenti, che troviamo sempre un po’ asettici e spogli, ma i lavori di Bischof valgono la visita. Se poi decidete di visitare la mostra in orario serale, con 12€ avrete inclusa anche la prima consumazione al bistrot presente nel bellissimo chiostro del museo.
Mario Raciti – Opere 1952-2025
📍Palazzo Reale | fino al 20 settembre 2026
🎟️ ingresso: libero


L’ultima tra le mostre a Milano a settembre 2026 che vi consigliamo di visitare è la quella (gratuita) che celebra l’artista milanese Mario Raciti (1934). Palazzo Reale, nel periodo estivo, regala sempre a cittadini e turisti una serie di esposizioni a ingresso libero, tra cui questa, che si aggiunge al ciclo “Maestri a Milano”. A essere raccolte sono un centinaio di opere provenienti dalle collezioni del Museo del Novecento di Milano, del Mart di Rovereto e altre private.
Raciti si laureò in giurisprudenza e cominciò a operare in ambito legale, per poi decidere – negli anni Settanta – di abbandonare la professione per dedicarsi esclusivamente alla pittura. La prima grande personale a Milano fu quella al PAC, nel 1988, e fu proprio in quell’occasione che la direttrice Mercedes Garberi acquisì 36 opere, oggi custodite al Museo del Novecento e protagoniste dell’antologica a Palazzo Reale, in cui vengono ripercorse le tappe fondamentali del percorso artistico di Raciti: dalle figurazioni emblematiche degli esordi alla atmosfere sospese delle Presenze-assenze, dalle Mitologie degli anni Ottanta ai Misteri dei Novanta, fino ad arrivare agli anni Duemila, in cui il pittore spinge sempre più l’immagine verso la dissoluzione.
«Alcuni restano perplessi, perché le mie opere appaiono blande, lontane, e alludono a “cose” inesistenti. E magari, nelle mostre, assemblano più quadri uno accanto all’altro, per dar loro forza visiva. Io, invece, accanto a un’opera, lascerei una parete vuota, per designare “l’opera che non c’è”. Infatti le “cose” cui teniamo di più non sono rappresentabili. […] Con questa pittura “sfuggente”, di inusitata estrazione, ho nutrito la mia vita.». Andate, contemplate e sentite senza stare troppo a pensare: noi, così facendo, l’abbiamo molto apprezzata. Se poi vi avanza un po’ di tempo potete far visita anche alla mostra di Paolo Troilo The Breach. Il Muro Rompe il Silenzio, anch’essa gratuita e in corso fino al 13 settembre nell’Appartamento dei Principi.
Vi ricordiamo, inoltre, essere ancora in corso alcune bellissime mostre a Milano a settembre 2026 di cui vi abbiamo già parlato in precedenza:
- Marco Petrus: In-Motion📍M77 fino al 12 settembre 2026
- Atelier dell’Errore – PPP pinkypussypunk📍Kaufmann Repetto fino al 10 settembre 2026
- Arnaldo Pomodoro: Una Vita📍Gallerie d’Italia fino al 18 ottobre 2026
- Enzo Cucchi | Aleksandra Waliszewska📍Consonni Radziszewski | fino al 23 settembre 2026
- Andrea Branzi by Toyo Ito. Continuous Present📍Triennale fino al 4 ottobre 2026
- Anselm Kiefer – Le Alchimiste📍Palazzo Reale fino al 27 settembre 2026
- Mona Hatoum – Over, Under and in Between📍Fondazione Prada fino al 9 novembre 2026
- Vico Magistretti e il Giappone📍Fondazione Vico Magistretti fino al 25 febbraio 2027
- Social Unrest📍Matta fino al 12 settembre 2026
- Piero Portaluppi: l’Arte del Disegno📍Villa Necchi Campiglio fino al 18 ottobre 2026
E nel frattempo, tra le mostre a Milano a settembre 2026, hanno inaugurato anche:
- Paolo Troilo – The Breach. Il Muro Rompe il Silenzio📍Palazzo Reale fino al 13 settembre 2026
- Aurelio Amendola – Capolavori Fotografati📍Palazzo Reale fino al 6 settembre 2026
- L’Altro che Abito📍Viasaterna fino al 25 settembre 2026
- Dep Art Gallery | 20 anni📍Dep Art Gallery fino al 19 settembre 2026
- Memoria di Forma📍Romero Paprocki fino al 19 settembre 2026
- Gaia De Megni – Per un’Antologia delle Ombre📍Casa della Memoria fino al 13 settembre 2026
- Achille e Bruno. Liberi di Giocare📍Fondazione Achille Castiglioni fino al 16 febbraio 2027
- The Gentleman – Stile e Gioielli al Maschile📍Palazzo Morando fino al 27 settembre 2026
- Cao Fei – Dash📍Fondazione Prada fino al 28 settembre 2026
- Francesco Clemente – In Between📍Triennale fino al 6 settembre 2026
- Lella and Massimo Vignelli – A Language of Clarity📍Triennale fino al 6 settembre 2026
- Performing PAC. These Fragments I Have Shored Against My Ruins📍PAC fino al 13 settembre 2026
Sei appassionato di arte e cultura? Dai un’occhiata alla nostra sezione dedicata!
Ci sono altre mostre a Milano a settembre 2026 che hai visitato e ci consigli?
Vuoi rimanere sempre aggiornato sulle novità a Milano? Segui la nostra pagina Instagram e iscriviti alla nostra newsletter con un sacco di altri spunti ogni settimana!