Un aperitivo in pieno stile veneto, una capatina nel “primo ristorante singaporiano d’Italia” o un nuovo wine bar filippino in cui la frittura (quella buona, però) regna sovrana? Mangiare all’esterno è ormai quasi fuori discussione, ma questo mese abbiamo visitato alcuni locali che ci hanno conquistati grazie a un’atmosfera avvolgente, personale gentile e piatti capaci di sorprenderci davvero. In questa nuova compilation di ristoranti a Milano vi raccontiamo com’è andata, cosa ci ha colpito e perché vale la pena farci un salto.
10 ristoranti a Milano che abbiamo provato di recente
Cingapura
ristorante di cucina di Singapore |📍Risorgimento
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Tra le sorprese più appaganti degli ultimi tempi qui a Milano, ci teniamo a segnalarvi questo nuovo indirizzo in zona Risorgimento (qui trovate la nostra recentissima e utilissima guida del quartiere!) tutto dedicato alla cucina Nyonya, molto diffusa tra le varie comunità cinesi di Malesia, Singapore e Indonesia e che combina sapori dolci, acidi, pungenti e leggermente piccanti che vi risveglieranno il palato. Il ristorante, che si autoproclama “il primo ristorante singaporiano d’Italia“, ha un’atmosfera soffusa e molto piacevole, con pochi tavoli in un’unica stanza sui toni del verde. Noi, per prendere confidenza, abbiamo optato per dei deliziosi wonton di gamberi e pollo e degli spring rolls, anche loro atomici, come antipasto, per poi proseguire con l’highlight della serata, i gamberi saltati con peperoncino e (tanto, com’è giusto che sia) aglio. Siamo stati proprio bene – spendendo anche una cifra del tutto onesta, 25€ senza rotolare ma sazi – grazie anche al personale gentilissimo. Torneremo sicuramente ora che le temperature si fanno più rigide per assaggiare una delle tante zuppe in carta che già ci hanno ispirato moltissimo!
Xe Bòn
cicchetteria veneta |📍Anfossi
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Ci voleva proprio un posto come Xe Bòn, a Milano, dove poter fare un vero e proprio aperitivo in pieno stile veneto, con cicchetti, tramezzini e altre sfizi, da accompagnare a ottimi vini. Da quando lo abbiamo scoperto ci siamo già stati un paio di volte – prima di andare al cinema Colosseo che si trova proprio dall’altra parte della strada – e ci siamo trovati sempre un gran bene, anche e soprattutto grazie alla simpatia e all’ospitalità del proprietario Massimo e dei suoi figli Viola e Lorenzo, che lo aiutano nella gestione del locale.
Da non perdere grandi classici come lo squisito baccalà mantecato e la polentina con polipetti in umido, ma anche specialità più originali come il cicchetto con caprino e pesto al limone o il tramezzino con sfilacci di cavallo. La prossima volta, però, ci piacerebbe anche provare il tagliere di salumi e formaggi. Tanto per darvi un’idea, il costo al pezzo dei cicchetti è di 2,50/3€, quindi in media per un aperitivo soddisfacente preventivate una spesa di circa 25€ a persona, bevande incluse. Il nostro giudizio – ma anche quello degli amici veneti con cui ci siamo stati – è decisamente positivo.
Misale
italiano |📍Porta Romana
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La parola Misalion in greco antico era utilizzata per indicare un semplice fazzoletto di stoffa, una tovaglia: il nome di questo nuovo ristorante, nascosto in una via un po’ secondaria in zona Porta Romana, viene da qui e dal desiderio di celebrare la tavola come luogo della vita quotidiana. Gli interni sono piccoli e raccolti, con una luce soffusa dalle sfumature blu che rende gli spazi forse un po’ freddi ma comunque accoglienti.
Il menu è racchiuso in una pagina: la parte più ampia è dedicata a piattini per lo sharing, e poi a contorni, pasta e secondi. Noi abbiamo deciso di condividere pane e ragù, le polpette al sugo e i friggitelli ripieni con salsa di datterini. Abbiamo poi spartito anche i piatti principali, scegliendo le pappardelle al ragù di cortile (con pasta fatta in casa!) e le costine di maiale con salsa bandiera. Tutti i piatti si sono rivelati oltremodo gustosi e saporiti, e giusti nelle porzioni, Ci credete se vi diciamo che quel ragù ancora ce lo sogniamo? Ad accompagnare il tutto, una bottiglia di Fricò di Tomassetti, un bianco macerato che ci ha piacevolmente sorpreso.
Il servizio è stato estremamente gentile e attento, complice anche una sala non troppo affollata. Con una bottiglia di vino in due, il conto finale si è attestato sui 55€ a testa. Molto interessante la proposta lunch a 19,50€ con antipasto, piatto principale, dolce o caffè (incluso pane e acqua).
Osaka
ristorante giapponese autentico |📍Brera
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Osaka, uno dei ristoranti giapponesi storici di Milano, nonché uno dei nostri preferiti, ha da pochissimo cambiato sede, lasciando la galleria un po’ tetra di corso Garibaldi dove è sempre stato per spostarsi a pochi passi da lì, sempre a Brera, in una vietta laterale, via Anfiteatro, vicino agli smash burger di Fonzo’s. Gli spazi, un po’ ridimensionati, sono anche qui all’insegna dell’estetica minimalista giapponese, con un piccolo bancone da cui spiare gli chef al lavoro (vi consigliamo questa sempre ottima opzione se foste da soli o in coppia) e qualche tavolo disseminato tra le varie sale. A rimanere indiscussa, anzi forse leggermente superiore, è sempre la qualità delle pietanze proposte: indimenticabili sia il sushi che il sashimi misto, così come gli hosomaki di ventresca di tonno e porro e il brodo dashi con riso, alga nori e calamari crudi. Noi siamo stati per una cena al bancone e, nonostante il servizio veramente molto (troppo!) lento, ci siamo trovati ancora una volta davvero bene e abbiamo ritrovato i sapori del nostro viaggio in Giappone. La spesa per un pasto in cui non farsi mancare niente difficilmente sarà inferiore ai 60-80€ bere a parte, ma secondo noi ne vale sempre la pena!
Balay
wine bar filippino |📍Città Studi
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All’ormai lunghissima lista di enoteche con cucina a Milano, da qualche mese si è aggiunta anche questa interessantissima nuova insegna, in cui siamo stati a cena di recente. Questo ennesimo wine bar, però, sa perfettamente distinguersi, proponendo una selezione di piatti estremamente originali e di carattere, dal sapore deciso.
Essendo la nostra prima volta nel locale – e trovando arduo scegliere tra le accattivanti opzioni presenti in carta – abbiamo preferito chiedere suggerimenti direttamente al giovane chef Ray Ibarra, cresciuto a Milano ma di origini filippine (ed ex Bentoteca); difatti Balay in ilocano, la lingua parlata nel nord-ovest delle Filippine, significa “casa”.
Abbiamo seguito fiduciosi tutti i suoi consigli (e abbiamo fatto molto bene!), condividendo la tartare di fassona servita con patatine Bonilla (prodotte in Spagna e fritte esclusivamente in olio di oliva), capperi, miso e…cozze; il toast fritto di gamberi con ketchup alla banana; il tofu fritto con l’acidula salsa sisig; i bocconcini fritti (sì, c’è parecchio fritto in menu) di cervella su crema speziata di spinaci e i funghi misti con tuorlo d’uovo crudo, erba cipollina e tabasco (da aggiungere a piacimento), che abbiamo accompagnato a una porzione di delizioso paratha (tipico pane sfogliato indiano) servito caldo: una goduria!
Ogni boccone è stato una festa per il nostro palato, ma hanno senza dubbio contribuito anche la bella location con cucina a vista, il servizio amichevole e Kobi (il simpatico cagnolino di Ray che gira indisturbato per il locale) alla riuscita della piacevolissima serata trascorsa. Per quanto riguarda il conto tutto nella (ormai assodata) norma: 49€ a testa (eravamo in due) per quanto elencato precedentemente e una bottiglia di rosato da 28€. Ci torneremo con piacere.
Gold Bao
ristorante cinese |📍Paolo Sarpi
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Gold Bao, in Paolo Sarpi, è tra quei posti che catturano già dall’esterno: cucina a vista, vapore che sale dalle ceste di bambù e un profumo di ravioli e fritto che ti accompagna per tutta la strada (anche i vestiti ne risentono, ma son dettagli!). Il locale è semplice con una piccola sala interna; ma il vero rito è prendere qualcosa da asporto e goderselo seduti su una panchina del quartiere, immersi nel via vai di Chinatown.
Noi abbiamo speso circa 20 euro per un paio di bevande, due porzioni di ravioli ripieni di carne e vegetariani, entrambi decisamente unti e saporiti e il famoso yóutiáo, un impasto fritto servito caldo e fragrante che ricorda un panzerotto. Non mancano anche dolcetti tipici, riso saltato, baozi e tante altre specialità. Insomma, Gold Bao è un indirizzo da segnare per una cena last minute, un aperitivo al volo o per quando avete voglia di un vero street food confortevole.
Dal Bolognese
ristorante di cucina emiliana |📍Missori
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Da fuori ci si accorge a malapena dell’esistenza di questo ristorante, che si trova in un palazzo storico, a due passi da Missori, in una via silenziosa e appartata: durante la bella stagione, però, potete godervi la stupenda corte interna, e in quella fredda i suoi interni eleganti e molto caldi.
Qui la parola chiave è tradizione: in menu trovate i grandi classici della cucina emiliana, dai tortellini al celebre carrello dei bolliti. Siamo venuti per un pranzo di lavoro e abbiamo scelto due primi: tagliatelle alla bolognese e tagliolini al ragù di culatello di Zibello, entrambi deliziosi grazie alla pasta fresca fatta in casa. Come secondo abbiamo assaggiato la cotoletta di vitello alla bolognese, con prosciutto, parmigiano e purè: davvero squisita, anche se la porzione ci è sembrata un po’ piccola.
Il servizio è premuroso e sollecito, e l’ambiente, come anticipato, è molto accogliente e dal mood classico (non mancano le tovaglie candide di cui sentiamo sempre una gran carenza, insomma). I prezzi invece sono sicuramente importanti: bere escluso, per due piatti a testa (che la sera sono il minimo da ordinare) calcolate di spendere almeno 60-70€.
Gennaro Rapido A’ Rot e Carrett
pizzeria napoletana |📍Porta Romana
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Come dice il nome, Gennaro Rapido A’ Rot e Carrett – dall’anima decisamente spartana ma autentica – è la pizzeria per gustare la pizza a’ rota ’e carro: gigantesca, sottilissima, quasi priva di cornicione, schiacciata come vuole la tradizione popolare napoletana. Da buone forchette, abbiamo iniziato con una carrellata di fritti: frittatine di pasta da condividere, zeppole leggere e ariose e una memorabile Zizzona di Battipaglia da un chilo. Anche la carta delle pizze è ricca di proposte interessanti, con la possibilità di scegliere tra impasto classico o fritto.
Noi abbiamo ordinato diverse pizze da mettere al centro: una bufala profumatissima, con abbondante basilico; la “Gialla Gialla“, con pomodori gialli del Vesuvio, provola dei Monti, limone, alici e un buon olio extravergine; una provola e pepe, con pomodoro pelato biologico, provola dei Monti e una pioggia di pepe; e un’intramontabile marinara con origano selvatico, aglio e basilico. Ingredienti di prima qualità, impasto digeribile e pizze cotte a puntino. Per concludere, caffè e ammazzacaffè! Il servizio è rapido senza troppe formalità e il conto è corretto: circa 90 euro in quattro, uscendo più che soddisfatti, con la sensazione felice di aver trovato un indirizzo da segnare per una pizza come si deve.
Le Nove Scodelle
ristorante di cucina cinese |📍Loreto
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Era davvero da tanto tempo che non mangiavamo da Le Nove Scodelle, e così siamo tornati in questo bel locale di viale Monza per assaporare le specialità del Sichuan. Il fulcro del menu sono ovviamente le nove scodelle che danno il nome al locale, nove piatti di carne, pesce e verdure dal diverso grado di piccantezza, ma tutti caratterizzati da gusti indubbiamente forti.
Noi abbiamo mangiato dei buonissimi ravioli con ripieno di maiale decisamente più grandi rispetto a quelli di altri ristoranti cinesi. Proseguito, poi, con una favolosa dadolata di coniglio con zenzero, peperoncino e pepe del Sichuan che ci è stata presentata come il piatto dai sapori più impegnativi. Superata solo dai devastanti (ma ottimi!) fagiolini rosolati con ragù di maiale, verdura fermentata, zenzero e peperoncino, che hanno messo a dura prova la sensibilità della nostra bocca e la funzionalità del nostro sistema di sudorazione.
Fortunatamente, il dolce che abbiamo preso per chiudere il nostro pranzo (un buonissimo incrocio tra una panna cotta e un creme caramel) ha riportato la nostra temperatura a livelli accettabili. Una segnalazione particolare la meritano senza dubbio il servizio con un team di ragazzi preparati, simpatici e appassionati e la possibilità di modificare molti dei piatti in menu per renderli vegetariani o vegani. Anche il prezzo ci ha fatto sorridere perché – a parte il solito inspiegabile coperto di 2,5 euro – il conto finale per due persone ha superato di pochissimo i 50 euro in totale. Insomma, senza tanti giri di parole: se vi piace la cucina piccante e dai sapori non banali, Le Nove Scodelle si conferma sicuramente uno dei ristoranti cinesi migliori di Milano.
La Rita
pizzeria |📍Sesto San Giovanni
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Non ce ne vogliano i nostri amici sestesi, ma confessiamo che non abbiamo mai avuto tantissimi motivi per visitare Sesto San Giovanni (tranne, a suo tempo, Yoji). Dopo aver mangiato dalla pizzeria La Rita, però, dobbiamo sicuramente ammettere che il lungo viaggio sulla metro rossa diventerà una piacevolissima ricorrenza.
Il locale è allegro e colorato e i neon sui muri (anche in bagno!) rendono l’atmosfera divertente e informale. Il menu comprende una ventina di varianti, dalle più classiche a quelle con ingredienti più sofisticati (il Puzzone di Moena, la salsa al Lambrusco, la salsiccia piccante ai peperoni, la crema di pomodorini arrostiti e tanti altri), a dimostrazione di una ricerca assolutamente non scontata sugli accostamenti tra sapori, che non risparmia un’attenzione particolare anche per le persone vegetariane.
Dopo una lunga riflessione, noi abbiamo scelto una Funghi e Salsiccia con fiordilatte, cardoncelli, taleggio, salsiccia stagionata, salsa teriyaki e polvere di funghi porcini e una Nduja e Blu di bufala con pomodoro, fiordilatte, nduja, blu di bufala, cacioricotta e basilico. La pizza è una classica napoletana con un cornicione ben sviluppato e sottile al centro, ma abbastanza forte da reggere perfettamente il peso degli ingredienti. Il gusto è davvero spettacolare, con un equilibrio perfetto e una consistenza così leggera che facilmente avremmo fatto il bis.
Impossibile non citare i dolci, tra i quali spicca una indimenticabile carrot cake con spuma di mascarpone, salsa al mango e gelato al cioccolato bianco. Ultimo plauso al gentilissimo proprietario che lascia trasparire a ogni parola tutto l’orgoglio per il proprio locale. Anche il prezzo – circa 30 euro a testa con bibita e dolce – ci è sembrbato giusto, soprattutto in considerazione dell’alta qualità degli ingredienti.
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