Ristoranti fuori Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato di recente

Anche col freschetto invernale le gite fuori porta conservano il proprio fascino, soprattutto quando diventano l’occasione per scoprire nuovi indirizzi über confortevoli. Negli ultimi mesi ne abbiamo sperimentati di tutti i tipi: trattorie, ristoranti storici, indirizzi per occasioni speciali… Insomma, posti un po’ per tutte le esigenze, accomunati, però, da un grande comun denominatore: piatti davvero notevoli! Ecco quindi i 10 ristoranti fuori Milano che abbiamo provato di recente e che, secondo noi, vale proprio la pena raggiungere.

10 ristoranti fuori Milano che abbiamo provato di recente

Uri Sapori Condivisi

📍Roddino (Cuneo)
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Iniziamo questo viaggio tra i ristoranti fuori Milano da Roddino, nelle Langhe, dove abbiamo avuto una delle esperienza gastronomiche più interessanti di tutto l’anno. In questo ristorante con un bell’affaccio sulle colline circostanti – che però ora ha cambiato ‘casa’, per rimanere comunque sempre in zona – si incontrano Piemonte e Corea (i luoghi d’origine della coppia di proprietari), in un mix di sapori entusiasmante e incredibilmente centrato. La nostra passione per la cucina orientale ormai la conoscete, ma qui viene omaggiata e rivisitata con estro e ingredienti locali.

Scegliere è piuttosto facile: ci sono tre menu (da 58, 68 e 78 euro), rispettivamente incentrati sui piatti simbolo del ristorante, sulle verdure e sui sapori coreani. C’è però molta elasticità, e anzi si viene incoraggiati dal personale a mixare piatti da menu diversi. Stenteremmo a dire quale piatto ci ha convinto di più: se il sandwich croccante con faraona, salsa bernese, insalata e rucola, se i ravioli ripieni al blu di mucca con tamarindo e crema di albicocca, oppure il fenomenale ssam coreano (involtino ripieno di capocollo di maiale marinato e piccante). Qui si beve anche molto bene (vi consigliamo di non farvi scappare il drink a base di tonica, soju e gochujang, spaziale) e una nota di merito va al servizio, uno dei migliori mai esperito: giovane, capace, attento senza risultare invadente, con un cuore, insomma. Speriamo con questo racconto di aver reso giustizia a Uri Sapori Condivisi, un’insegna che farà sicuramente molta (altra) strada.

Locanda Mesa

📍 Masate (Milano)
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Nonostante sia aperta da poco più di sei mesi, siamo già tornati due volte da Locanda Mesa, e non un caso. È uno di quei posti in cui sembra tutto incredibilmente al posto giusto. Ci troviamo a Masate, a poco più di mezz’ora da Milano, in una cascina ristrutturata con estremo gusto, in cui ci siamo sentiti davvero come a casa. L’atmosfera calda e rilassata lo rende il luogo perfetto sia per una cena romantica che per una tavolata tra amici. E, volendo, c’è anche la possibilità di pernottare nelle stanze situate negli edifici attigui.

Il menu è molto snello e in continua evoluzione: sette antipasti pensati per la condivisione e altrettante portate principali, che cambiano giorno per giorno, secondo la disponibilità del mercato. C’è anche la possibilità di affidarsi allo chef con la scelta del menu “fame” (quattro portate, 50 euro) o “tanta fame” (sette portate, 70 euro). Noi, complici due diverse occasioni e tanti commensali con cui condividere, siamo riusciti ad assaggiare tanti piatti, tra cui vi menzioniamo i più memorabili. Impossibile non iniziare dalla cruda di manzo, panna, topinambur e rafano, ma anche il culatello, servito con burro salato montato e focaccia tiepida; proseguiamo poi con i paccheri, salsa XO, bottarga e limone di Siracusa, e col risotto con zucca, pasta di salame e parmigiano, per concludere con un’imperiale fiorentina in condivisione per tutto il tavolo. I piatti sono riusciti, mai banali, alcuni dai sapori più tradizionali, altri decisamente più spinti, complice l’esperienza internazionale del (bravo) chef.

In sala invece c’è Seba, il proprietario e oste, che sa accogliere con gentilezza e consigliare il vino giusto con competenza e passione (a proposito, la carta è davvero ben fatta e curata, frutto di un bello studio anche delle etichette d’Oltralpe), ed è coadiuvato da un servizio di sala sorridente e impeccabile. Per quanto riguarda i prezzi, siamo ahimè più allineati a quanto è ormai la normalità milanese che alla dimensione di provincia, e dunque considerate di spendere non meno di 45-50 euro per un pranzo, bevande escluse. Noi non vediamo l’ora di tornare anche durante la stagione estiva, per goderci il meraviglioso giardino esterno, magari sotto il glicine in fiore.

Maninvino

📍Genova
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Maninvinoenoteca di quartiere in zona Manin a Genova – provata in uno dei nostri weekend fuori porta – è un piccolo rifugio fuori dal caos urbano, raccolto e intimo: uno di quei posti in cui ti senti subito a casa, con luci soffuse, poster coloratissimi e scaffali colmi di bottiglie che invitano a curiosare.

Il cuore del locale, infatti, sono i vini, tra etichette più o meno note che il personale, molto appassionato, ci tiene a raccontare con cura e entusiasmo coinvolgente. E così dall’idea di fermarci per un calice al volo ci siamo trattenuti – come nostro solito – anche per una cena, tentati dalle invitanti proposte gastronomiche e dalle piacevoli chiacchiere. Per iniziare, abbiamo ordinato un tagliere misto di salumi, gnocco fritto, pane fresco, olive, formaggi e delle polpettine spaziali, tenere e saporite. Il tutto accompagnato – come vuole la tradizione – da chili di focaccia ligure. Anche sul vino non abbiamo lesinato e, dopo due calici di un buon bianco fresco siciliano, ci siamo dati al Pineau d’Aunis, un rosso dalle note di frutti neri e spezie e dalla “buona beva” (cit. preferita di Betta, la sommelier della nostra redazione!).

Insomma, tra giovani, clienti affezionati e un po’ di chiacchiera “alla genovese“, in questo ristorante anche un semplice aperitivo diventa un piccolo rituale di piacere, fatto di calici, buon cibo e la sensazione di essere davvero coccolati. Anche il rapporto qualità prezzo ci ha soddisfatti, poco più di 20€ a testa per un aperitivo ben rinforzato. Ovviamente ci siamo portati a casa anche qualche bottiglia, perché sarebbe stato un peccato non approfittarne. Inoltre, il locale propone prodotti artigianali di nicchia, perfetti per chi cerca qualcosa di speciale da gustare o da portare in regalo a una cena da amici. Se passate dalle parti di Genova, non perdetevi Maninvino: un posto che conquista il cuore e il palato, tra “vini veri” – come amano definirli qui – e taglieri gourmet!

Trattoria al Baretto

📍Recco (Genova)
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Sempre per rimanere in tema ligure, siamo stati per la prima volta da Trattoria al Baretto, ubicata presso il belvedere della piccola frazione di Megli (sopra Recco), e ci ha subito fatto innamorare, grazie alla sua vista sul Golfo Paradiso, alla bella terrazza immersa nel verde e alla sua semplice ma ottima cucina. Anche la sala interna – molto intima (giusto una quindicina di coperti) – con le sue ampie vetrate risulta luminosa e accogliente, ma è senza dubbio la terrazza il fiore all’occhiello del locale.

Qui viene servita una cucina tipica e gustosa, in cui spiccano specialità locali quali le focaccette di Megli al formaggio, le trofie al pesto di Prà, i pansoti al sugo di noci e il coniglio alla ligure. Noi ovviamente abbiamo ordinato in condivisione focaccette a volontà (perché è impossibile resistere al loro richiamo); acciughe fritte (altra nostra grande passione) e cuculli con salame di Sant’Olcese, ma a stregarci sono stati anche piatti più particolari come le mezzemaniche con sugo di pacchettelle (pomodorini gialli) e ragù di seppie e calamari; il tutto accompagnato da un gradevolissimo vermentino della casa (sia lodato il vino sfuso, quando è buono!). 

I prezzi sono più che onesti: antipasti che non superano i 10€; primi tra gli 11 e 15€; secondi tra i 15 e 18€. Con uno scontrino che si aggira sui 35€ a persona, insomma, si torna a casa decisamente soddisfatti e con tanta voglia di tornare al più presto. Altra info utile: mentre la sera questo ristorante fuori Milano è aperto tutti i giorni della settimana, solo durante il weekend fa servizio anche a pranzo. 

La Palta

📍 Borgonovo Val Tidone (Piacenza)
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Siamo stati da La Palta per festeggiare una bella occasione. A primo impatto, non potrete che rimanere affascinati da questo ristorante una stella Michelin, che trova casa in una vecchia dimora di campagna ristrutturata con gusto, immersa nel verde della Val Tidone.

Potreste forse aspettarvi piatti rustici e unicamente della tradizione piacentina, e in parte li ritroverete nei sapori, ma qui la cucina punta su eleganza e territorio, con piatti ben costruiti e accostamenti ben pensati. Oltre a poter attingere alla carta, potrete scegliere tra diversi menu degustazione: “Sei nella mia terra”, un percorso legato al territorio, al costo di 90 euro (quello che abbiamo scelto noi), “Sei nelle mie mani”, percorso su ispirazione della chef, al costo di 120 euro, e il meraviglioso menu completamente dedicato a “La Pasta”, solo su ordinazione, al costo di 150 euro. Tutti i piatti provati erano interessanti, i piccoli amuse-bouche iniziali forse i più sorprendenti, ma il piatto su cui avevamo più aspettative, i tortelli di pisarei ripieni di anolini, ci ha lasciato qualche dubbio, soprattutto sulla consistenza della pasta e sulla sapidità del brodo, che in un piatto simile sono pressoché tutto.

Forse anche il periodo ha influito, dato che ci trovavamo a ridosso delle ferie estive: abbiamo percepito una certa stanchezza in cucina e uno scarso entusiasmo in sala, (forse) comprensibile a fine stagione. Senz’altro abbiamo moltissimi motivi per tornare, primo tra tutti per assaggiare il “Pastiss alla piacentinadella Contessa Arcelli Fontana con stracotto di capriolo e il suo brodo, una delle specialità della casa. Ultima menzione al servizio giovane assolutamente impeccabile (ma che, come anticipato, non ci ha regalato particolari guizzi di empatia), e a una bella carta dei vini: ampia, ben costruita, con una selezione interessante di etichette italiane e internazionali, e ricarichi onesti per un ristorante di questo livello.

Agriturismo La Costa –  Ristorante e Cantina – Cascina Galbusera Nera

📍La Valletta Brianza (Lecco)
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Dell’agriturismo La Costa – Galbusera Nera avevamo già parlato qui, ma siamo tornati in questo ristorante fuori Milano per un’occasione speciale, il compleanno di Betta. E confermiamo che è uno di quei posti dove si sta bene, punto, soprattutto se con una tavolata di amici. Immerso nel Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone, il ristorante è circondato da sentieri e scorci verdi che invitano alla passeggiata prima o dopo il pranzo. La sala è semplice ma curata, con un’atmosfera rilassata e accogliente.

La cucina è stagionale, concreta, con piatti che valorizzano le materie prime locali senza troppi fronzoli. Potrete scegliere tra diversi menu (della tradizione o vegetariano, proposto a 45 euro), oppure scegliere alla carta, come abbiamo fatto noi: e quindi via libera a salumi del territorio, caprino e giardiniera accompagnati da fichi freschi (siamo stati fortunati, vista la stagione), torta salata di cipolle stufate e ricotta del parco, per poi proseguire con pasta e fagioli, risotto al pomodoro con olio al basilico, e uno splendido maialino croccante con caponata di verdure. Ma il vero protagonista qui è il vino: tutte le etichette in carta sono prodotte direttamente dall’azienda agricola La Costa, e sono una piacevolissima sorpresa. Bottiglie ben fatte, con un rapporto qualità-prezzo eccellente, che vi suggeriamo anche di acquistare in cantina (Serìz e Incrediboll su tutti).

Insomma, anche considerando che si trova a solo un’ora da Milano, è il posto perfetto per staccare, mangiare bene, bere ancora meglio e magari tornare a casa con qualche bottiglia sotto braccio.

Ristorante Macelleria Motta

📍Bellinzago Lombardo (Milano)
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Se appenna varcata la soglia di un locale si viene accolti da una coppia reale formata da un’enorme brace e da un frigorifero gigante contenente pregiatissimi tagli, non ci possono essere dubbi: qui si mangerà una carne spettacolare. Ed è proprio quello che è successo al Ristorante Macelleria Motta, un posto a Bellinzago Lombardo, già da tempo nella nostra wishlist e che finalmente abbiamo visitato per un pranzo nel weekend.

L’ambiente è caldo, accogliente e molto curato con tocchi di modernità – come le bellissime mucche colorate che adornano i tavoli (con tovaglia!) – che fortunatamente non influiscono sulla genuinità dell’atmosfera. È stato difficile scegliere da un menu che, tra taglieri, tartare, paste ripiene e ovviamente secondi di carne, sulla carta non presentava punti deboli: alla fine però, anche grazie ai consigli di un team in sala tanto professionale quanto amichevole, abbiamo creato un percorso che ricorderemo a lungo.

Se già i nervetti fritti e i bocconcini di polenta con tartare e lardo offerti come entrée hanno messo le cose in chiaro sulla qualità e la tecnica dei piatti, la successiva tartare di bue con salsa verde e tuorlo d’uovo e soprattutto l’incredibile midollo alla brace con battuta di diaframma non hanno fatto altro che confermare l’altissimo livello della cucina. Abbiamo poi assaggiato un primo – i buonissimi spaghetti di Gragnano con porcini e lardo – e la frittura reale di frattaglie perché – ormai lo sapete – quando sentiamo parlare di cervella, animelle e polmoni non riusciamo a resistere. Ovviamente sarebbe stato un delitto non prendere la carne alla brace e molto semplicemente vi diremo che la selezione del camino di tagli pregiati di bue piemontese è stata la miglior carne mai assaggiata negli ultimi tempi. Il segreto? Certo, la qualità della materia prima, ma anche il legno di ulivo di Ostuni usato per la brace che regala alla carne un particolarissimo sapore. Mentre sorbivamo il sorbetto ai frutti rossi che abbiamo preso come conclusione del nostro pranzo, stavamo già pianificando la nostra prossima visita, magari per provare il menu degustazione o il carrello dei bolliti, protagonista del lunedì sera.

Dando un’ultima occhiata al frigorifero all’ingresso, abbiamo pagato il conto: la spesa di 60 euro a testa (bevendo un calice di vino) ci è sembrata sicuramente corretta e per una volta anche il solitamente odiato coperto (4 euro) – considerate le entrée, l’ottimo cestino di pane e grissini e il servizio praticamente perfetto – non ci è risultato indigesto.

Bagni Buraxen

📍Imperia
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Mangiare bene in spiaggia non è mai un’impresa facile, eppure ci siamo riusciti durante un fine settimana ligure a Imperia, ai Bagni Buraxen di Porto Maurizio, che vi consigliamo di segnarvi nel caso passaste da quelle parti, anche in questa stagione, ché il mare d’inverno ha sempre il suo fascino. Tra una partita di burraco e un tuffo al mare cosa c’è di meglio di un bel calice da accompagnare anche solo a qualche piccolo sfizio, coi piedi praticamente nella sabbia? Qui i piatti tipici della vita marinara non mancano (fritti di pesce, paste col pesce, eccetera…), ma noi anche complice l’ampia tavolata e la voglia di condividere – abbiamo apprezzato anche e soprattutto piatti più semplici come il crudo di pescato del giorno, le cozze alla marinara, la giardiniera, il gazpacho e tutte le verdure che abbiamo assaggiato, di cui abbiamo gradito ricerca dei produttori, impiattamento e anche un twist originale qua e là nei dressing e negli accostamenti.

Si pranza in una piacevole (ma un po’ rumorosa) veranda, oppure ai tavolini fuori, più tranquilli e con una splendida vista. I prezzi sono nella media e il servizio è gentile, anche se all’ora di punta di un weekend estivo probabilmente dovrete armarvi di un po’ di pazienza per ordinare e ricevere il cibo. Ma al mare tutto va un po’ più lento, no?

Bellavista

📍Brunate (Como)
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L’inaugurazione dell’Albergo Bellavista risale al 1896: da allora si sono succedute diverse gestioni, fino all’attuale, che ha ristrutturato l’edificio mantenendo però il più possibile l’atmosfera originale, e possiamo dire che ci sono riusciti egregiamente. Difficile dire se sia meglio venire durante la bella stagione, approfittando del bellissimo giardino esterno, o d’inverno, quando si possono godere le stupende sale interne, con vetrate panoramiche sul lago di Como e ambienti in stile liberty. La vista è merito della posizione strategica: l’Albergo, ora anche ristorante, si trova a Brunate, un piccolissimo paesino proprio sopra Como. Potete raggiungerlo con una sfidante passeggiata (circa 600 metri di dislivello) oppure comodamente con la funicolare in pochi minuti.

Noi siamo venuti qui per un pranzo di gruppo nel weekend che ci ha permesso di assaggiare diversi piatti del menu, che ruota intorno a piatti tipici della zona. Ottima la selezione di salumi e formaggi del territorio, accompagnati da un assaggio di giardiniera e confetture. Tra i primi ci hanno colpito soprattutto le pappardelle al ragù d’anatra, ma sono i secondi ad averci conquistato di più: in particolare il filetto di manzo con salsa alle albicocche, fichi e patate, e il filetto di luccio perca con fumetto cremoso, insalatina di patate, fagiolini e pomodori secchi. Il servizio è stato molto attento e solerte: unica nota un po’ stonata il prezzo di alcuni piatti, soprattutto in rapporto alle porzioni: per uscire pieni, calcolate di spendere 50-60 € a testa, bevande escluse.

Trattoria Belfiore

📍Bologna
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Mangiare a Bologna è sempre un po’ come tornare a casa, anche se si è solo di passaggio. E così è stato anche per il pranzo alla Trattoria Belfiore, un angolo di tradizione sotto i portici, in una Bologna che sa essere genuina e senza fronzoli, proprio come piace a noi. Il locale è semplice ma è proprio questo il suo punto di forza: una trattoria dal sapore autentico, che mette al centro la sostanza. E i piatti lo confermano pienamente.

Abbiamo aperto le danze con un tagliere abbondante di – sua maestà – mortadella di Bologna, protagonista assoluta, accompagnata da un gorgonzola cremosissimo; il tutto innaffiato da un vino bianco frizzante della casa fresco, leggero, perfetto per iniziare. Poi siamo passati ai primi, perché a Bologna, si sa, la pasta è una religione. E così, tra un piatto di immancabili tortellini in brodo e una lasagna verde al ragù molto potente, tra una porzione di iconiche tagliatelle alla bolognese e ai funghi condite a dovere, ci è quasi venuta voglia di abbracciare il cuoco.

A quel punto eravamo già felici, ma anche la conclusione è stata degna di nota: un tiramisù goloso, una torta della nonna come quelle di una volta, e una torta al mascarpone che si scioglieva in bocca. Per chiudere, un bicchierino di nocino! Alla fine, con circa 30 euro a testa siamo usciti sazi, soddisfatti, e col cuore un po’ più pieno. Se capitate sotto i portici e avete voglia di provare tutto ciò che di buono c’è a Bologna, la Trattoria Belfiore è un posto autentico, che parla il linguaggio della cucina vera, quella che non si dimentica facilmente.

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