Ristoranti a Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato questo mese

Un grande ritorno in uno dei primi ristoranti coreani a Milano, la scoperta di un nuovo cinese economico e buonissimo, ma anche un ristorante che si legge come una parolaccia, un’enoteca che serve hamburger di pollo fritto e un’altra con piattini di pesce. Senza dimenticare alcuni dei piatti vegetariani migliori, a nostro parere, di Milano e lasciando un po’ di spazio per abbondanti piatti di pasta fresca. Tra cene e pranzi che ci hanno convinto poco, abbastanza o moltissimo, ecco i ristoranti a Milano che abbiamo provato nel mese di maggio.

10 RISTORANTI A MILANO CHE ABBIAMO PROVATO DI RECENTE

RAZDORA

bistrot e pastificio |📍Quadronno / Crocetta
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Per un pranzo informale, siamo stati da Razdora (termine emiliano per definire “colei che conduce”, la massaia; chi si suppone la sappia lunga in fatto di pasta fresca, insomma). Nel piccolo bistrot e pastificio (meno di 20 coperti) dello chef piacentino Matteo Monti, si possono assaporare prevalentemente ottimi piatti di pasta fatta in casa condita generosamente con sughi dai sapori decisi, ma anche salumi e acciughe, un paio di secondi (entrambi carnivori, quando siamo stati noi) e verdure di stagione. Ogni giorno della settimana il menu prevede anche degli speciali: lunedì tagliatelle, martedì tortelli di magro, mercoledì plin, giovedì gnocchi in tutte le salse, venerdì pisarei e fasò. Per alcuni piatti si può inoltre scegliere tra la mezza porzione e quella normale.

Noi abbiamo diviso i bucatini all’uovo alla carbonara e i pici al ragù, oltre a una polpetta a testa, preparata con un macinato misto di manzo, maiale, pollo e mortadella, spendendo 20€ a persona (comprensivi di acqua e caffè) e uscendo sazi, non esattamente leggeri, ma soddisfatti. La pasta fresca potete anche prenotarla per portarla a casa e condire a piacimento, volendo con uno dei sughi pronti di Razdora. 

GINMI

coreano |📍Piola / Bacone
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Sono passati ormai 10 anni da quando vi abbiamo parlato di Ginmi come uno dei nostri ristoranti coreani preferiti a Milano, e ci teniamo a confermare che la nostra opinione non è cambiata. Questo ristorante tra Piola e piazzale Bacone ha conservato nel tempo una certa essenzialità negli ambienti – mai riscaldati o ‘abbelliti’ più di tanto, ma va bene così – e molta sostanza nei piatti. Sempre eccellenti e autentiche le zuppe e il kimchi, ma anche le frittelle di mare, il bulgoghi (carne marinata servita su una pietra rovente, da arrotolare in una foglia di lattuga) e gli spaghetti di patate con verdure saltate. Menzione d’onore alla tartare di manzo con olio di sesamo, pera, pinoli e tuorlo d’uovo. Il conto, negli anni, è rimasto abbastanza invariato, e potete considerare tra i 30 e i 40 euro, birra (coreana) inclusa per uscire più che sazi. Sempre una conferma.

FAT SAM AT THE WINERY

enoteca con vini naturali e piattini |📍P.za Ventiquattro maggio
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A volte ci sono abbinamenti che, pur sembrando inizialmente impensabili, alla fine si rivelano vincenti come il cioccolato col peperoncino, l’agnello con le albicocche o Elisabetta Canalis con Maccio Capatonda. È il caso dell’abbinamento tra pollo fritto e vini naturali di Fat Sam, locale di recente apertura in corso San Gottardo. L’ambiente, seppur abbastanza piccolo (una ventina di coperti), è carino con quei toni del giallo che richiamano il tram che passa davanti al ristorante. In menu, oltre ovviamente agli hamburger con il pollo fritto disponibili in diverse varianti (noi abbiamo preso quella con habanero e cheddar invecchiato), ci sono altri piatti come taglieri di salumi e formaggi, tartare, toast, terrine e un camembert con cipolle davvero spettacolare.

I panini sono incredibili. Incredibili nel gusto, al netto forse della troppa burrosità del bun che alla lunga può diventare un po’ stucchevole. Incredibili nella dimensione, dato che noi (sì, proprio noi, esseri umani dalla fame perenne) abbiamo fatto fatica a finirne uno. E incredibili anche nell’abbinamento col vino (una buonissima Falanghina). Positivo il servizio, nonostante qualche lungaggine dovuta sicuramente alla mancanza di rodaggio, e assolutamente corretto il prezzo (sui 25 euro a testa), anche considerato che poi risparmierete non mangiando più nulla per il resto della giornata!

ROPPONGI

izakaya giapponese |📍Porta Nuova
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Tra le novità del mese di aprile avevamo inserito anche Roppongi, izakaya a Porta Nuova fresca d’apertura, e ci eravamo immediatamente fiondati lì, raccontandovelo in questo reel andato virale. A stupire sopra ogni cosa è, senza dubbio l’atmosfera con fotografie alle pareti, insegne della metropolitana, casse di birre sparse e decorazioni anche un po’ pulp, come la gigantesca piovra che vedete in foto. Addirittura, il pavimento sembra una viuzza di Tokyo, appena bagnata dalla pioggia. La cucina, comunque, non delude: il menu è forse troppo lungo e alcune portate sono migliorabili, ma i sapori dei gyoza, del kakuni (stufato di maiale) e dell’ika mentai (calamaro crudo con uova di merluzzo piccanti) ci hanno convinti. Prezzi nella norma per la zona e, immaginiamo, per l’investimento a monte (i proprietari sono i medesimi del gruppo Maoji): considerate uno scontrino medio di 40€ a testa.

TRATTORIA DEL CIUMBIA

Ristorante milanese |📍Brera
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La Trattoria del Ciumbia è un locale inaugurato nel cuore di Brera da Leonardo Maria Del Vecchio, già titolare di altri due ristoranti in zona. Incuriositi dal vociare di questa nuova apertura (che di trattoria, presto scopriremo, ha ben poco) e attirati dalla splendida location, ci siamo svestiti dalle recensioni altrui e dai preconcetti e abbiamo prenotato per cena. Dapprima i lati positivi: essendo una tavolata numerosa, ci è stato riservato un tavolo che si può forse definire privè, in una saletta appartata rispetto alla grande sala principale e per questo al riparo dal suo notevole vociare. Gli interni paiono usciti da una patinata rivista di design degli anni 60-70, laddove ogni pezzo di arredamento sembra studiato e sapientemente posizionato, dai quadri, al pavimento, allo splendido bancone.

Le belle notizie, ahimè, finiscono qui: il servizio freddo e approssimativo, un’illuminazione che rendeva difficoltosa la visuale (così come lo splendido vaso di fiori sovradimensionato al centro della tavola) e una carta dai prezzi decisamente diversi da quelli che ci si aspetta, appunto, in una trattoria (specie per quanto riguarda il vino, il cui ricarico diventa molto più che eccessivo) sono solo alcuni degli aspetti che ci hanno deluso. Per quanto riguarda il menu, abbiamo condiviso una serie di antipasti, tra cui mondeghili, patè di fegatini di pollo, pane, burro e acciughe e il tagliere del Ciumbia. Per quanto riguarda i primi e secondi piatti, menzione speciale alle coscette di rane fritte con riso venere, di cui abbiamo apprezzato la panatura, mentre il risotto “alla milanese” e il riso al salto con riduzione di vitello e grana padana non hanno sortito lo stesso entusiasmo. Per concludere vi consigliamo, se non altro nel tentativo di addolcirvi la serata, il gelato al fiordilatte con salse d’accompagnamento, ammesso non vi sconvolgiate a spendere 9 euro per un dessert di questo tipo. La nostra spesa complessiva, comunque, ha superato i 70€ a testa con 2 bottiglie di vino in 8: ciumbia!

FAAK – CIBO E VINO A RIBELLIONE NATURALE

Ristorante con forno |📍Farini
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Alla nostra cena da Faak abbiamo già dedicato un reel, ma ci sembrava il caso di raccontarvi qualcosa di più del nuovissimo esperimento di Viviana Varese che, dopo aver chiuso il suo stellato ViVa all’ultimo piano di Eataly, ha deciso di lanciarsi in un’avventura completamente diversa: un ristorante con forno, aperto sin dalla colazione – con i suoi incredibili lievitati – fino a tarda cena.

I menu cambiano durante il giorno. La carta per il pranzo è pensata per pause veloci con panini, sandwich e piatti più semplici. La carta della sera, invece, è arricchita da alcune proposte (a farci volare, su tutte, la seppia, zucchine, menta e fonduta di provolone), suddivise tra piatti allo spiedo, carne, pesce e vegetali alla brace. Le (ottime) pizze, presenti tutto il giorno, rappresentano il grande ritorno alle origini da pizzaiola della chef.

L’ambiente spazioso, curato si presta ad essere vissuto durante il giorno e per aperitivi tra amici, forse un po’ meno per cene di coppia (a meno che non optiate per il bancone). Lievitati e pizze a parte, abbiamo trovato i prezzi della cena leggermente sproporzionati verso l’alto, così come quelli della carta dei vini (noi abbiamo speso 60€, non lesinando nel provare diverse bottiglie), ma forse sono necessari alcuni mesi di rodaggio per trovare il giusto equilibrio.

ULTRAMARINO

enoteca con cucina |📍Porta Venezia
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Che non si dica che non proviamo proprio tutte le nuove enoteche con cucina di Milano, che come vi abbiamo già detto più volte stanno spopolando. Un po’ lo facciamo perché il genere, lo ammettiamo, almeno sulla carta ci piace proprio tanto, un po’ perché, d’altra parte, è facile prendere delle cantonate, e in qualche modo ci immoliamo per voi (il pubblico rise). Dalla sua, questo nuovo (micro)locale in Porta Venezia ha un barlume di originalità: qui non troverete gli onnipresenti taglieri di salumi e formaggi, ma una proposta focalizzata sulle conserve di pesce, sugli “stagionati del Mediterraneo” (per esempio, bresaola di tonno e carpaccio di spada), e sui montaditos sempre di pesce, da accompagnare a interessanti vini principalmente italiani, spagnoli e portoghesi.

Ordiniamo il nostro cava (ottimo spumante iberico), da bere insieme alle Devil eggs (uova con tonno, paprika e cucunci di Pantelleria), ai montaditos cozze del Cantabrico, uovo di lompo e pomodoro, al pan y tomate, al lardo di mare e all’insalata di patate e cozze. Alcuni piatti riescono a cogliere più nel segno di altri – su cui l’impressione è invece che si debba rodare e ‘spingere’ ancora un po’, com’è normale che sia in un locale così fresco. Sappiate anche che il posto è molto piccolo e assai rumoroso, ma il servizio premuroso e gentile. Per il conto, tenete presente almeno una quarantina di euro se desiderate dissetarvi e insieme sfamarvi.

LA VIA DELLA SETA

ristorante cinese |📍Cenisio
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Proprio durante la nostra cena da Roppongi ci era stato segnalato questo relativamente nuovo ristorante cinese in zona Cenisio. Mai segnalazione fu più azzeccata: il locale è ampio e l’atmosfera piacevole, il servizio rapido senza risultare pressante, e il cibo, incentrato sulle specialità del nord-ovest della Cina, davvero gustoso. Ottime tutte le verdure assaggiate, dalla radice di loto in salsa agropiccante all'”agro fresco“, gambo di lattuga cinese sbollentato e condito divinamente, fino alla “montagna di fuoco“, un cremoso di patate con salsa di peperoncino, mostarda ed erba cipollina. A farci volare, però, i gyoza, la zuppa di agnello cotta con 8 erbe per 10 ore e gli “spaghetti del Diavolo“, da cui chiunque non sia abituato a mangiare estremamente piccante dovrebbe astenersi: lo diciamo per voi. Tutta la pasta è preparata in casa e i sapori sono piuttosto unici. Così come il conto, ormai: 30€ tondi tondi per una cena più che soddisfacente. Molto bene!

PROPAGANDA ALIMENTARE

enoteca con cucina |📍Casoretto
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Da Propaganda Alimentare, in zona Casoretto, l’arredamento è molto minimale e pulito, come il tavolo sociale dove in quattro ci siamo seduti. Qui l’idea a monte, a partire dalla scelta delle materie prime, è che il cibo sia da valorizzare e mai da sprecare. Noi siamo andati per cena e abbiamo optato per il menu alla carta, scegliendo sette piatti da condividere, le cui porzioni non erano però abbondantissime, quindi se avete molta fame potete prendere in considerazione il menu degustazione

Il piatto che ci ha convinto meno è stato il kimchi, dal sapore poco deciso. Quelli che ci hanno decisamente convinto per consistenza e abbinamento di sapori sono stati invece i ravioli ripieni di ricotta, borragine e cipolla, con salsa di pesto alle erbe spontanee e salsa alle nocciole; le crocchette di cervo e la farinata di ceci con insalata di germogli e lattughe, con una maionese al caffè che ricorderemo a lungo. Il tutto accompagnato da ottime pagnotte integrali di lievito madre, che hanno aiutato a saziarci. Il servizio è stato premuroso.

Mettete in conto di spendere almeno una quarantina d’euro per bere e mangiare. Gran nota di merito: l’atmosfera, durante la nostra cena, è stata finalmente tranquilla. Non scontato, in una Milano in cui le enoteche con cucina dove si sta stretti stretti e non si riesce a sentire cosa dice il proprio vicino di posto sono una solida realtà.

GOVINDA

ristorante vegetariano & vegano |📍5 Vie
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Dopo una parentesi insieme a Davide Longoni (di cui vi avevamo parlato qui), il ristorante e centro culturale Hare Krishna Govinda torna alle origini. E si riconferma per noi uno dei migliori ristoranti vegetariani a Milano. Il menu, a pranzo così come a cena, prevede una formula molto snella che include un unico vassoio da 5 o 3 portate in base alla vostra fame, declinato nella versione vegetariana e vegana.

Le portate cambiano in base al giorno e, oltre ai sempre presenti pane ai cereali e papadam (una incredibile sfoglia croccante), poteste trovare riso basmati speziato, zuppe, dahl e vellutate, insalate miste con salsa allo yogurt, quiche e sformati, oltre a verdure di ogni tipo. Le preparazioni e le spezie ricordano da vicino la cucina indiana, e il prezzo per ogni scelta è inferiore ai 20 euro (con possibilità di chiedere gratuitamente un bis!). Govinda si trova all’interno dello splendido Palazzo dei Grifi, in pieno centro, e al piano inferiore troverete anche un piccolo tempio dove meditare e dove ogni settimana vengono organizzate attività a ingresso libero come meditazione, yoga e allineamento dei chakra(che ci servirebbero molto, tra l’altro). L’ambiente spoglio ma seducente e il servizio dei monaci molto cordiale completano il quadro e fanno di Govinda una certezza dove è sempre un piacere fare ritorno.

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2 commenti

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