Viaggio in Turchia: 10 giorni tra Istanbul e Cappadocia

Le vacanze estive sono ormai dimenticate, ma, come noi, state già pensando alle prossime? Se uno dei vostri sogni è la Turchia, eccovi i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare tra Istanbul e la Cappadocia!

Mongolfiere alla luce dell’alba, Cappadocia | © Viola Bergamo

COSA VEDERE A ISTANBUL

Se si pensa alla Turchia, Istanbul rappresenta la prima tappa ideale da cui iniziare questo viaggio. Una città che da sola vale il prezzo del biglietto e che per molti merita una vacanza a parte (come avevamo fatto noi già qualche anno fa). Non poteva quindi che essere il nostro punto di partenza per tuffarci nei colori, odori e sapori del nostro viaggio. Ovviamente fare una lista delle cose da vedere a Istanbul sarebbe lunghissimo, e vi servirebbe molto più dei 4 giorni che noi abbiamo dedicato alla città come tappa di apertura e chiusura del nostro viaggio. Ma proviamo comunque a darvi qualche dritta per non perdervi quelli che, secondo noi, sono i luoghi della città che meritano più attenzione. A Istanbul si possono vivere esperienze straordinarie ad ogni angolo di strada, sentendo i muezzin che si fanno eco dall’alto dei minareti, scoprendo luoghi nascosti, e passando da un continente all’altro nell’arco di un pomeriggio.

*SULTANAHMET. Il quartiere è un concentrato di storia bizantina e ottomana: molti turisti concentrano in questo luogo l’intera permanenza della vacanza e se ne intuisce il motivo. Ogni passo vi conduce da un capolavoro all’altro, sempre pronto a stupirvi con la sua storia plurisecolare, testimonianza delle pagine più gloriose della vecchia Costantinopoli.

Sultanahmet, Istanbul | © Viola Bergamo

*HAGIA SOPHIA. Questo luogo è considerato uno degli edifici più grandiosi del mondo. Costruita come basilica e convertita a moschea quasi mille anni più tardi, fonde elementi di architettura bizantina e musulmana in modo perfettamente armonioso. Dedicate qualche minuto con il naso all’insù ad ammirare l’imponente cupola, e l’immensa navata centrale con i grandi lampadari sospesi fino a pochi metri da voi.

L’interno della basilica di Santa Sophia, Istanbul | © Viola Bergamo

*MOSCHEA BLU. Sorge qui il monumento forse più bello (e sicuramente il più fotografato) di Istanbul. Da ammirare una volta di più le oltre 20mila piastrelle blu della sala interna di preghiera, che danno il colore da cui la moschea prende il nome.

Ingresso della Moschea Blu, Istanbul | © Viola Bergamo

*PALAZZO TOPKAPI. Questo luogo rappresenta il grande palazzo dimora dei sultani ottomani. Qui potete perdervi in un viaggio tra i fasti e la potenza dell’impero, tra il dedalo di appartamenti dell’harem e gli sfarzi del tesoro imperiale.

*BASILICA CISTERNA. Sempre nei pressi del quartiere di Sultanahmet, vi consigliamo una breve discesa tra i pilastri sotterranei della Basilica Cisterna. Il passaggio dalla luce della piazza al buio delle oltre 300 colonne di marmo e granito illuminate dalle lampade è sicuramente molto suggestivo. E se siete fan di James Bond quasi certamente vi ricorderà qualcosa!

*GRAND BAZAAR. Il più grande mercato coperto d’Oriente. non potete non lanciarvi tra i vicoli e le botteghe di questo luogo. Qui lasciatevi immergere nei rumori, profumi e colori del commercio della città, e lasciatevi perdervi nella folla.

Bottega tipica ad Istanbul | © Viola Bergamo

*TORRE DI GALATA. Se la vostra visita a Istanbul vi concede qualche giorno in più, vi consigliamo di lasciarvi alle spalle la città vecchia, ed esplorare gli altri quartieri, ai due lati del Bosforo. La prima, irrinunciabile tappa porta al Ponte di Galata, con l’incessante passaggio di battelli, tram, auto e persone, e di qua al dedalo di viuzze che conduce alla Torre omonima. Farsi largo tra la folla può non essere semplice, ma una volta saliti i piani della torre, ci si può gustare il panorama, per rubare un’ultima immagine della città vecchia e i suoi minareti.

Vista dalla Torre di Galata, Istanbul | © Viola Bergamo

*ORTAKOY. Spingendovi ancora più lontano verso l’Asia, il vecchio villaggio di pescatori di Ortakoy vi offrirà una rilassante passeggiata sul lungomare fino alla splendida moschea, con una puntatina al mercatino domenicale dell’artigianato.

*CROCIERA SUL BOSFORO. Se la vostra curiosità e voglia di scoperte non è ancora soddisfatta, vi consigliamo di continuare la visita a questa città con una crociera sul Bosforo (magari evitate le trappole per turisti che vi organizzano fermate a villaggi lungo la strada), per ammirare sontuose residenze, palazzi, moschee e imponenti fortezze di pietra che caratterizzano entrambe le sponde per chilometri.

*BALATT. Per concludere, una chicca nascosta a 40 minuti a piedi dal centro della città, è rappresentato dal quartiere Balatt. Imperdibile per un tocco di colore dato dalle strade pittoresche di questa zona.

Quartiere Balatt, Istanbul | © Viola Bergamo

DOVE MANGIARE A ISTANBUL

Se è vero che i cinque sensi a Istanbul non restano mai assopiti, in fatto di gusto la città saprà soddisfare ogni vostra richiesta, con ristoranti per ogni tipo di gusto, portafoglio e circostanza. Iniziamo col dirvi che di solito la colazione è piuttosto abbondante e varia, e non troppo vicina a quelle a cui siamo abituati noi. Formaggio, olive, pane, pomodori, yogurt, the e dolcetti non mancano, e sapranno darvi la giusta energia per la mattinata. Per gli altri pasti si può optare per i classici ristoranti (tradizionali o di cucina contemporanea) o street food. L’offerta di locali ad Istanbul è immensa, quindi se i nostri suggerimenti possono essere un punto di partenza, vi invitiamo ad esplorare altri luoghi (e ovviamente farci sapere come vi siete trovati), avrete l’imbarazzo della scelta.

*MAGNAURA CAFÈ AND RESTAURANT. Questo ristorante molto carino si trova nel cuore della città vecchia, e udite udite, è uno dei pochi che abbiamo visto senza procacciatore che vi rincorra per strada offrendovi un tavolo. Cucina turca molto varia, porzioni abbondanti (sia di carne che di pesce) e personale molto cortese. Prezzi un po’ sotto la media del quartiere. Pasto completo sui 25 euro a testa.

*SEVEN HILLS RESTAURANT. Un posto decisamente chic dove si va per mangiare, o semplicemente per bere qualcosa, ma soprattutto per godersi la vista. Il panorama della città vecchia dalla terrazza all’ultimo piano è un ottimo posto per esplorare la prima volta o salutare l’ultima sera le cupole e guglie di Sultanamhet. Prezzo sui 40-60 euro a testa.

Seven Hills Restaurant, Istanbul | © Seven Hills Restaurant Ig Page

*TARIHI KARAKÖY BALIKÇISI. A Galata, storico locale di pesce. Un ottimo modo per evitare le facili fregature dei variopinti e vistosi ristoranti che si trovano sotto il ponte. Naturalmente da provare il pesce, come la zuppa. Attenzione che ci sono diversi locali con nomi simili, quindi non fermatevi al primo che trovate. Altra cosa di cui tenere conto, di giorno è una Lokantasi (trattoria) a buon prezzo, di sera cambia pelle, per diventare un ristorante di livello più alto (di nome Grifin).

*STREET FOOD. Se, come noi, amate scoprire le città attraverso i suoi sapori più autentici e tradizionali, allora lo street food è roba per voi. E Istanbul non saprà deludervi, lasciandovi sbizzarrire (a prezzi piccoli). Si inizia naturalmente dal Kepap (si con la “P”, qui siamo in Turchia, e se la pronuncerete con la “B”, come si fa nei paesi arabi, vi guarderanno storto). Che però, nella sua versione da passeggio è döner (in una specie di piadina) o dürüm (con panino), mai “da solo” (altrimenti state chiedendo un piatto con tanto di forchetta e coltello). Sempre in tema di panini, il balik ekmek è un panino ripieno di filetto di pesce fritto o grigliato servito in una pagnotta di pane aperta a farfalla. Da gustare soprattutto nella zona di Galata. Tra la Moschea Blu e Agia Sofia troverete decine di carrettini rossi e bianchi che vendono Simit, una ciabella che ricorda il bagel o pretzel, e può essere semplice (al sesamo) o ripiedo di formaggio. La Kumpir è una patata al forno, spalmata di olio (o burro), e ripiena con cipolla, formaggio o carne (ma potete trovarne anche di ben più ricche). Infine, il Lamachum (che, come la pide e il borek, potrete trovare anche nei ristoranti come antipasto), è la pizza turca, molto sottile, con carne e verdure tritate.

COSA VEDERE IN CAPPADOCIA

Dopo aver lasciato Istanbul, abbiamo preso un aereo per addentrarci ancora di più nel cuore della Turchia: la Cappadocia. Patrimonio Unesco, è un vero spettacolo, un mosaico geologico fatto di valli, canyon, pinnacoli e città nella roccia. Per una visita abbastanza completa 4-5 giorni possono essere sufficienti. Naturalmente molto dipende dai vostri gusti e preferenze, e ci saranno probabilmente altre cose che rimarranno fuori dalla vostra lista, però se si viene qui non è certo per rimanere fermi a poltrire in albergo.

Uno scorcio della Love Valley, Cappadocia | © Viola Bergamo

La Cappadocia è il regno del trekking e passeggiate, che siano a piedi, a cavallo o in quad. Un posto da vivere senza fretta, percorrendo i suoi sentieri, spiando nelle case scavate nella roccia, bevendo un tè al tramonto, svegliarsi nel buio con il canto del muezzin da un minareto solitario. Questa zona presenta una vasta scelta di Hotel molto carini, ad un prezzo non eccessivo. Noi abbiamo alloggiato all’Henna Konak Hotel a Goreme, e ci siamo trovati molto bene.

Interni dell’Henna Hotel, Cappadocia | © Viola Bergamo

Per raggiungere la regione noi abbiamo optato per il metodo più rapido e veloce, l’aereo. Sappiate però che la Turchia ha un sistema di autobus (diurni e notturni) piuttosto capillare ed efficiente, quindi se il tempo non vi manca e volete risparmiare qualche soldo, può essere un’opzione. Se preferite volare, avete due opzioni. Atterrare a Kayseri (come abbiamo fatto noi) o a Nevsehir. In entrambi i casi probabilmente la vostra meta sarà Goreme, cuore pulsante della regione, nonché centro turistico decisamente affollato.

Volo in mongolfiera, Cappadocia | © Viola Bergamo

Sta a voi scegliere se prendere una guida o meno. Praticamente tutti gli alberghi offrono dei tour guidati, a piedi, a cavallo o in quad. Noi abbiamo preferito una vacanza fai-da-te, che sicuramente rende la cosa più faticosa (anche banalmente per gli spostamenti), ma permette di decidere passo passo cosa fare e vedere. Se decidete di scoprire le valli in quad, saranno molti i posti a Goreme che ve lo affitteranno (di solito in gruppo, con una guida), per circa 20-25 euro ogni due ore (meno è troppo poco, di più rischia di farvi sognare un comodo letto molto in fretta). Se scegliete questo mezzo, attenzione alla polvere, gran parte del vostro tour sarà giusto in mezzo alla sabbia. In ogni caso, con qualsiasi mezzo, potrete godervi una vista grandiosa.

Mongolfiere all’alba, Cappadocia | © Viola Bergamo

*RED E ROSE VALLEY. Sicuramente uno dei trekking più famosi e suggestivi della zona. Il sentiero inizia da un vasto piazzale sabbioso e si addentra tra colli, spuntoni di roccia, canyon e vallate più o meno strette. Se salirete abbastanza in alto potrete godervi un paesaggio mozzafiato dell’intero Parco di Goreme. A seconda di come volete viaggiare il trekking può durare anche 3-4 ore, ma ne varrà la pena quando al muoversi del sole vedrete la roccia passare dal rossastro, ad un rosa tenue al bianco.

Rose Valley, Cappadocia | © Viola Bergamo

*PIGEON VALLEY. Altra valle caratteristica, che prende il nome dai volatili che nidificano qui in gran numero. La valle è caratterizzata da formazioni rocciose “bucate” a diverse altezze (quasi come una casetta per gli uccelli), un posto suggestivo dove fare escursioni anche brevi e poco impegnative.

*LOVE VALLEY. Altro giorno, altra valle, questa volta a nord di Goreme. Anche questa, come la Red e Rose Valley, è raggiungibile a piedi, anche se dovrete prepararvi ad una bella passeggiata. La passeggiata nella valle è abbastanza breve, in un districarsi di formazioni geologiche particolarmente accattivanti (lo capirete quando le vedrete), sotto un sole cocente. Se capitate qui, però, non potete evitare un ultimo sforzo per salire in uno dei punti panoramici più famosi della regione, usato da molti anche per fotografare le famose mongolfiere alla luce dell’alba.

Love Valley, Cappadocia | © Viola Bergamo

*CAMINI DELLE FATE. Una delle cartoline classiche della Cappadocia. Ennesimo nome suggestivo delle bellezze della zona, i Camini delle Fate sono rocce monolitiche di tufo (o roccia vulcanica) sormontate da un cono dello stesso materiale, ma più compatto e scuro. Per secoli dimora di popolazioni eremite, sono una delle cose più incredibili che vedrete lungo il vostro viaggio: leggenda vuole che siano state divinità a crearle, “appoggiando” i massi sulla cima. Da qui il loro elemento “fatato”.

Valle di Goreme | © Viola Bergamo

*VOLO IN MONGOLFIERA. A proposito di cartoline, non potevamo mancare la più classica delle avventure per chi passa di qua. E dire che il tempo inclemente non ci ha aiutato, riuscendo a partire giusto l’ultimo giorno della nostra vacanza. Un’esperienza da fare almeno una volta nella vita, e non importa se la sveglia suona prima delle 4. Anzi, il fatto che il volo sia fatto con le prime luci dell’alba rende la cosa solo più magica e surreale. E rimanendo a guardare i grandi palloni che si gonfiano e si alzano lentamente in volo (mentre voi siete ancora ad aspettare impazienti) vi dimenticherete anche del freddo. Se, come noi, salirete in mongolfiera alla fine del vostro viaggio, il volo vi porterà in luoghi familiari ma facendoli vedere da una prospettiva unica, alzandovi ed abbassandovi tra i pinnacoli di roccia quasi senza accorgervene, nel completo silenzio del mattino turco. Se volete provare questa esperienza (fortemente consigliata) dovete per forza prenotare, e farlo diverso tempo prima del viaggio. Noi l’abbiamo fatto circa un mese prima, ed erano rimasti solo due giorni disponibili. Per farlo, potete rivolgervi al vostro hotel, ma il web non manca di articoli (in italiano o in inglese) su quali compagnie scegliere. Noi abbiamo scelto Butterfly Balloons (considerata una delle migliori) anche solo per il fatto che il loro volo dura quei 15’-20’ in più della media. Vi mettiamo in guarda, non è un’avventura economica, ma per noi ne è valsa assolutamente la pena.

Volo in mongolfiera, Cappadocia | © Viola Bergamo

Altre cose da vedere in Cappadocia:

* Soganli Valley e Valle del Cammello (o dell’immaginazione)
* Museo all’aperto di Goreme
* Città sotterranea di Kaymakli
* Nevsehir con la sua rocca e Uchisar, una “Matera turca”
* Caravanserraglio di Saruhan (per assistere allo spettacolo dei Dervisci rotanti)

DOVE MANGIARE IN CAPPADOCIA (GOREME)

La cucina della Cappadocia è in parte diversa da quella di Istanbul. La carne naturalmente la fa da padrona. Se siete in cerca di uno spuntino vi consigliamo il gozleme (una sorta di piadina soffice al formaggio o spinaci), la pide (la pizza turca) .

*OLD CAPPADOCIA CAFE AND RESTAURANT. Locale sempre pieno, affacciato sulla strada principale. Primo locale dove abbiamo provato il testi kebap (si con la “p”, altrimenti vi guardano male), che non è altro che uno spezzatino di manzo o agnello (il kebap appunto) cotto in un contenitore di terracotta. La particolarità è che quando la cottura è terminata, il cameriere viene a rompere il collo del contenitore direttamente a tavola, e si mangia direttamente da li. Prezzo sui 20-25 euro a persona.

Contenitore di terracotta in cui è cotto il kebap | © Viola Bergamo

*DIBEK. Altro locale dove andare sul sicuro. Scavato nella roccia, personale gentilissimo e cibo di ottima qualità (anche qui ovviamente si può assaggiare il testi kebap tradizionale, ma il menù è decisamente ricco).

*TOPDECK CAVE. Uno dei locali più famosi di Goreme (quindi se volete andare vi consigliamo di prenotare). Piccolo ristorante a sud della città, interamente scavato nella roccia. Non è facilissimo arrivarci, specie al buio, ma tranquilli che non ve ne pentirete.

Altri ristoranti dove mangiare a Goreme:
* Inci Cave
* Soffy’s Kitchen
* Orient Restaurant

ALTRE INFO UTILI SUL VIAGGIO

*Per l’ingresso in Turchia basta il passaporto senza alcun visto, il timbro di ingresso (e uscita) viene fatto direttamente in aeroporto.
* Per gli spostamenti interni noi abbiamo scelto prevalentemente l’aereo. Le compagnie sono diverse, da Turkish (ovviamente costa qualcosa di più), alle low cost Pegasus e AnadoluJet. Un volo interno (con bagaglio in stiva) Istanbul-Cappadocia può costare sui 60-70€ a persona.
* Oltre alla macchina (a noleggio), un’altra opzione è data dagli autobus a lunga percorrenza. Compagnie come Has Turzm, Efe Tur e Adiyaman Güleras offrono diverse opzioni che toccano tutte le principali città a prezzi decisamente convienienti. I biglietti finiscono velocemente, soprattutto vicino al fine settimana, quindi vi consigliamo di procurarveli con qualche giorno di anticipo. Potete andare voi direttamente in una delle diverse agenzie che di solito si trovano nelle vicinanze delle stazioni degli autobus (Otogar).
* Se visitate tre o più musei a Istanbul, il Museum Pass può essere un buon acquisto per risparmiare ed evitare code in biglietteria. Per i mezzi pubblici, specie se rimanete più di 2 giorni (e pensate di usarli), esiste una comoda Istanbulkart.
* I taxi sono molti e decisamente economici. Noi li abbiamo usati anche per i trasferimenti da e verso l’aeroporto. Magari chiedete in albergo di prenotarvene uno per tempo, per evitare attese nelle ore di punta.
* Considerate che i trasferimenti da/per gli aeroporti (sono due, uno per continente) prendono almeno 40-50 minuti (traffico permettendo).
* L’estate può essere torrida, con sole a picco per tutto il giorno. In Cappadocia fate attenzione alle previsioni. Le piogge possono essere torrenziali (noi ne abbiamo avuto la prova) e se vi fate cogliere impreparati rischiate un bagno fuori programma. Forse meglio la primavera (che però è considerata, con settembre e Natale, alta stagione).

E voi siete mai stati in Turchia? Avete altri suggerimenti? Fatecelo sapere con un commento o condividendo le vostre foto sui social con l’hashtag #ConoscoUnPosto!

Se siete alla ricerca di altri nostri consigli, trovate tutto a questo link per gite fuori porta e a questo per viaggi più lunghi.

Related posts

10 rifugi in Lombardia per passeggiate indimenticabili

Ristoranti fuori Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato di recente

Road trip in Oman: itinerario di una settimana tra mare e deserto

1 commento

Road trip in Oman: itinerario di una settimana tra mare e deserto - Conosco un posto 05/03/2024 - 9:22 am
[…] Medio Oriente è una delle zone che ci affascina di più: dopo Giordania, Turchia e Israele stavolta è il turno dell’Oman, una meta ancora non troppo frequentata e che ci ha fatto […]
Add Comment