Road trip in Oman: itinerario di una settimana tra mare e deserto

Il Medio Oriente è una delle zone che ci affascina di più: dopo Giordania, Turchia e Israele stavolta è il turno dell’Oman, una meta ancora non troppo frequentata e che ci ha fatto innamorare. Abbiamo deciso di iniziare a esplorarla con un itinerario ad anello di una settimana attraverso città, catene montuose, canyon, deserto e mare cristallino. Se anche voi state programmando un viaggio in questo paese, è il momento giusto per prendere appunti: ecco cosa vedere e dove mangiare in un road trip di una settimana!

La Grande Moschea a Muscat | ©Alice Caprotti

UNA SETTIMANA IN OMAN: COSA VISITARE

MUSCAT, LA CAPITALE DELL’OMAN

  • Tappa iniziale e finale di questo itinerario ad anello, Muscat si visita tranquillamente in una giornata. Se avete visitato altre città della penisola araba, come Dubai, noterete subito che la capitale dell’Oman appare diversa: secondo una legge locale, nessuna costruzione può superare l’altezza del minareto di Muscat (90m). Per questo il panorama urbano ha ben pochi grattacieli e un aspetto più peculiare. Vi consigliamo di partire a esplorare la città dalla Grande Moschea, visto che è aperta solo dalle 8 alle 11 del mattino. Costruita recentemente, nel 1992, è davvero magnifica: la sala di preghiera principale ospita il secondo tappeto persiano più grande del mondo ed è tanto bella quanto solenne. Se arrivate presto la mattina, la troverete anche vuota – e sarà ancora più affascinante. Viene richiesto un abbigliamento “consono” per visitare la moschea: donne e bambine sopra i 7 anni devono avere capo, braccia e gambe coperte, e nessuna scollatura. Se arrivate impreparate, non vi preoccupate: potete noleggiare vesti e scialli all’ingresso a pagamento. È l’unica moschea del paese aperta ai turisti quindi vi consigliamo di non perdervela.

Dopo aver esplorato la magnifica Moschea, vi suggeriamo di dirigervi verso la Città Vecchia di Muscat, cinta da imponenti mura e caratterizzata da suggestivi panorami sulle montagne che la circondano. Qui vi consigliamo di visitare gli esterni del palazzo del sultano; una casa antica tipica e interamente restaurata, chiamata Bait Al Zubair; e il forte Al Jalali nei pressi del porto.

Vi suggeriamo anche di dedicare un po’ di tempo al vivace quartiere di Mutrah, con il mercato del pesce (se volete svegliarvi all’alba…) e il Suq, in parte dedicato allo smercio dell’oro. Il momento giusto per visitarlo è nel tardo pomeriggio, quando si anima di persone in cerca di affari. Se avete la possibilità, infine, concedetevi una rilassante passeggiata lungo lungo la corniche (lungomare) di Mutrah, con le sue fontane di discutibile gusto ma affacci mozzafiato sul mare. Questo è uno dei momenti che abbiamo apprezzato di più durante la nostra visita.

  • ISOLE DAYMANYIAT. Acque cristalline, pesci tropicali, tartarughe e colori paradisiaci: potrebbe essere riassunta così la nostra escursione alle Isole Daymanyiat, che si visitano tranquillamente in giornata da Muscat. Noi ci siamo affidati ad Al Muhajer Marina e ci siamo trovati benissimo (il costo è di circa 70€ per mezza giornata, 95€ per la giornata intera). il punto di ritrovo è la Marina di Muscat, un quartiere molto lussuoso con residenze, negozi e un suo porto. Le barche sono spartane ma comode. Le isole si raggiungono in meno di un’ora e durante l’escursione avrete la possibilità di fare snorkeling in due aree diverse. Il bagno con le tartarughe marine da solo vale la vacanza!
Uno scorcio delle isole Daymanyiat | ©Alice Caprotti

LA ZONA DEI MONTI HAJAR

  • TANUF e AL HAMRA. Da Muscat, ci siamo spostati lentamente verso la zona interna dei monti Hajar. Tanuf non meriterebbe una deviazione a sé ma, dal momento che è lungo la strada per arrivare a Jebel Shams, potete fermarvi a dare un’occhiata al vecchio villaggio abbandonato negli anni 50 e a osservare uno dei caratteristici sistemi di irrigazione aflaj, una peculiarità dell’Oman che è anche diventata Patrimonio UNESCO. Lo stesso discorso vale per Al Hamra, un altro minuscolo villaggio per metà abbandonato, dove si possono osservare alcune abitazioni tradizionali e fare una passeggiata tra i palmeti. Il vero motivo per fermarsi è, però, il punto panoramico da cui potete vedere le piantagioni di palme da dattero e parte del villaggio in primo piano, con dietro le imponenti montagne di Jebel Shams.
  • JEBEL SHAMS. Questa è la montagna più alta dell’Oman (3009m) ma la vera attrazione è il Wadi Ghul sottostante, un canyon profondo oltre 1000 metri. Se avete più tempo a disposizione (e un abbigliamento adeguato), da qui potete fare un trekking di circa 10km (ritorno compreso) lungo la magnifica Balcony Walk. La strada per Jebel Shams è in parte sterrata e in parte molto ripida. Se avete una 4×4 potete cavarvela ma se avete scelto un ‘semplice’ SUV vi consigliamo di fermarvi nel primo punto comodo e quasi sicuramente comparirà una guida pronta ad accompagnarvi in vetta.
Jebel Shams | ©Alice Caprotti
  • MISFAT AL ABRIYYIN. Chiamato spesso semplicemente Misfah, questo paesino di montagna ha un fascino speciale. Se potete, dormite come abbiamo fatto noi in una delle guesthouse tradizionali. Incredibilmente suggestivo il percorso ad anello (lo potete trovare come Plantation Circuit Trail) che si può effettuare scendendo progressivamente verso il fondo di una gola, passando attraverso palmeti e coltivazioni a terrazze con rigogliosi alberi da frutto, seguendo il corso degli aflaj. Intorno a voi vedrete le montagne e Misfah in lontananza, e vi sentirete in un piccolo angolo di paradiso.
  • FORTE DI BAHLA e FORTE DI JABRIN. A breve distanza l’uno dall’altro si trovano questi due forti, entrambi imperdibili per motivi diversi. Il Forte di Bahla è uno dei più grandi del paese, e si vede: la sua imponenza è notevole, come il panorama che si gode dai bastioni. Gli interni invece sono più spogli. Se volete allungare un po’ la permanenza a Bahla, c’è un piccolo suq tradizionale e alcune botteghe di ceramisti. Il Forte di Jabrin, invece, è meno maestoso dall’esterno ma ha numerose stanze ben conservate con arredi e decorazioni e dei bei giardini interni.
  • NIZWA. Dopo paesini e villaggi, con Nizwa tornerete in un contesto decisamente più cittadino. Qui si trova uno dei suq più antichi dell’Oman, diviso in edifici separati a seconda che si venda carne e pesce (aperti non tutti i giorni), frutta e verdura oppure spezie o artigianato. Se volete portarvi a casa dei souvenir, questo potrebbe essere il posto giusto dove cercarli. Qui noi abbiamo fatto incetta di datteri di tipi diversi, egualmente pazzeschi.

L’attrazione principale, a ragione, è il forte: costruito nel XVII secolo, è famoso per la sua immensa torre a pianta circolare alta ben 40 metri. Se potete, andate a visitarlo al tramonto. Dalla cima della torre avrete una vista pazzesca sulle piantagioni di datteri circostanti e sulla vicina moschea col suo minareto illuminato.

  • JEBEL AKHDAR. Per esplorare la zona montuosa di Jebel Akhdar, siamo partiti dal paesino di Birkat Al Mawz. A differenza di Jebel Shams, qui una 4×4 non è suggerita ma obbligatoria, visto che c’è un check point di controllo all’inizio della salita. Noi ci siamo affidati a un driver trovato a Birkat al Mawz e vi suggeriamo di fare lo stesso: i prezzi si aggirano intorno ai 70€ per 4 persone. Di punti panoramici ce ne sono a bizzeffe, ma senza dubbio il più famoso è quello dedicato alla principessa Diana, proprio sul bordo dello strapiombo. Irrinunciabile, secondo noi, fare un trekking lungo le montagne, attraverso i villaggi: mi raccomando, scarpe comode!
Jebel Akhdar | ©Alice Caprotti

LA COSTA ORIENTALE

  • IBRA. Questa ridente cittadina è la tappa ideale per fare una pausa prima di giungere nel deserto. Sappiamo che è una coincidenza difficile da organizzare, ma se potete passateci il mercoledì mattina: è l’unico momento della settimana in cui il suq ospita unicamente mercanti (e acquirenti) di sesso femminile, spesso provenienti da regioni lontane. La presenza maschile non è particolarmente gradita, come potete facilmente immaginare.
  • SHARQIYA SANDS. L’Oman racchiude tra i suoi confini ben 3 diversi deserti. Se visiterete come noi la costa nord, il deserto di Sharqiya Sands (o Wahiba, dal nome dei beduini che lo abitano) è il più comodo da raggiungere. Una volta scelto l’accampamento in cui dormire, sarà lo staff a venirvi a recuperare ai margini del deserto, solitamente a una stazione di servizio dove potrete lasciare la vostra macchina. Volendo potete anche arrivare al campo da soli: la strada non è difficile come può sembrare, ciò che ci ha fatto desistere è stata più che altro la mancanza totale di indicazioni. Arrivati in loco le attività da fare sono diverse, come il giro in cammello o in quad, oppure escursioni di 2 giorni passando la notte in tenda. Noi abbiamo scelto di fare dune bashing al tramonto ed è stato indimenticabile. Potete anche salire in autonomia sulle dune, cosa che abbiamo fatto all’alba del giorno successivo, arrampicandoci con una corda gentilmente fornita al campo: semplicemente stupendo!
  • WADI BANI KHALID. I wadi sono dei canyon scavati nella roccia dai fiumi, più o meno ricchi d’acqua e vegetazione. Ogni wadi è diverso dall’altro e l’Oman ne è pieno. Il Wadi Bani Khalid, dove ci siamo recati, è uno dei più famosi. Proprio per questo, vi consigliamo di arrivare la mattina presto per evitare le orde di turisti. Non seguite Google per arrivarci perché vi porterà fuori strada. La camminata è facile e alla portata di tutti e il bagno rinfrescante nel wadi sarà un vero toccasana. Ricordatevi però che qui i bikini qui sono vietati.
  • SUR. Nonostante non abbia particolari attrazioni da visitare, Sur è una città davvero gradevole dove fermarsi tra uno spostamento e l’altro. Un tempo era celebre per i cantieri dei dhow, le tradizionali imbarcazioni omanite. Potete ancora incontrarne qualcuno passeggiando sul lungomare, che offre peraltro degli scorci incantevoli.
Lungomare di Sur | ©Alice Caprotti
  • WADI SHAB. L’ultima tappa di questa vacanza, e anche una delle più affascinanti. Dopo essere arrivati al parcheggio (sempre di buon ora, fidatevi di noi), pagherete pochi rial per attraversare una piccola laguna che vi separa dall’inizio del sentiero vero e proprio. Il paesaggio cambia di continuo, tra le sfumature gialle delle rocce e quelle turchesi delle pozze d’acqua: la camminanta è tutta in piano, ma se avete delle scarpe da trekking, meglio. In circa un’ora arriverete a destinazione, ma non ci sono strutture di alcun tipo quindi munitevi di asciugamani e provviste.

UNA SETTIMANA IN OMAN: DOVE MANGIARE

  • BAIT AL LUBAN (Muscat). Ospitato in una vecchia guesthouse, Bait al Luban è il posto giusto dove sperimentare la cucina tradizionale omanita. Vi consigliamo l’Arsiya, riso e carne a cottura lenta serviti con salsa di datteri, e il Qabouli Laham, riso cotto in brodo di carne con una speciale miscela di spezie. Molto buone anche tutte le zuppe, soprattutto quella di lenticchie. Grazie ai piatti, ma anche all’atmosfera, qui siamo tornati due volte, eventualità che nei viaggi ci capita di rado. Prezzo medio: 25€.
  • AL ZUHLY RESTAURANT (Nizwa). Locale molto spartano con i tavolini sul marciapiede, che offrono però una vista da lontano del forte e della moschea. Propone prevalentemente kebab o piatti di riso con carne, con porzioni enormi. Prezzo medio: 5€.
  • AL AQR (Nizwa). Nascosto tra i vicoli della città, il punto forte di questo ristorante è senza dubbio la terrazza panoramica. Il menu è abbastanza sintetico, prevalentemente composto di piatti di carne o kebab, e il servizio un po’ troppo lento. Prezzo medio: 10€.
  • REEM ALYEMEN (Birkat al Mouz). Ristorante molto informale dove ci siamo fermati prima della nostra escursione a Jebel Akhdar, serve piatti semplici e un po’ da fast food. Prezzo medio: 5€.
  • SUR SEA RESTAURANT (Sur). Come avrete intuito, la carne regna sovrana nella cucina omanita. Per questo vi consigliamo di approfittare della sosta a Sur per variare e provare qualche piatto di pesce. In questo ristorante, con dehors esterno, ci siamo trovati ben. Ha anche una buona scelta di piatti vegetariani in alternativa. Prezzo medio: 10€.

ALTRE INFO UTILI SUL VIAGGIO IN OMAN

  • ITINERARIO E ALLOGGI. Noi abbiamo optato per un itinerario ad anello in senso antiorario da Muscat, ma potete benissimo effettuare lo stesso in senso orario, se preferite passare prima dalla costa. Con una settimana a disposizione, abbiamo trascorso una sola notte in ogni tappa, ad esclusione di Muscat. Qui abbiamo scelto di alloggiare la prima notte nel quartiere di Mutrah, al Naseem Hotel, e l’ultima al Fraser Suites Muscat, comodo per l’aeroporto. Il Naseem è più semplice, ma con un’ottima colazione inclusa, mentre il Fraser è molto più lussuoso (abbiamo approfittato di una promozione). A Misfah vi consigliamo la Misfah Old House, comodissima per la passeggiata che vi abbiamo raccontato e con una bella terrazza. A Nizwa, invece, abbiamo optato per il Nizwa Inn: c’è sicuramente di meglio sia in città che nei dintorni ma le camere davvero ampie e la posizione comoda ci hanno comunque lasciati soddisfatti. Nel deserto, poi, abbiamo scelto come accampamento il Sama Al Wasil Desert Camp (se potete, optate per la tenda invece dello chalet, molto più caratteristica). A Sur, infine, abbiamo alloggiato al Sur Grand Hotel, molto accogliente e con una bella vista sul mare.
  • RISTORANTI&CUCINA. In Oman si mangia tanta carne. Un’opzione vegetariana è quasi sempre presente ma si tratta perlopiù di riso con verdure e spezie. Fuori da Muscat i ristoranti di un certo livello sono rari, quindi preparatevi a mangiare in locali tendenzialmente spartani (ma non per questo meno buoni) oltre che molto economici. Tenete conto che in diverse tappe sarà facile che mangerete in hotel. Essendo un paese musulmano, non troverete alcolici in nessun ristorante.
  • INTERNET. Come ovunque, ormai, potete acquistare una Sim card del posto già all’aeroporto. Noi abbiamo provato la Sim virtuale di Holafly e ci siamo trovati bene. Deserto a parte, la ricezione è sempre stata ottima.
  • MEZZI DI TRASPORTO. Qui la macchina regna sovrana quindi non pensate di riuscire a muovervi utilizzando mezzi pubblici. Noi abbiamo noleggiato una macchina tramite la compagnia di autonoleggi Dollar all’aeroporto e ci siamo trovati bene. Se potete, prendete una 4×4 così da avere più autonomia possibile, anche nelle escursioni in montagna. Guidare è molto semplice: le strade sono nuove e molto ampie, il traffico inesistente e così pure i semafori. I costi si mantengono bassi perché non ci sono caselli e la benzina costa poco (circa 50 centesimi al litro). Unica cosa da tenere a mente: qui la pulizia dell’auto è un culto (c’è addirittura una multa per chi circola con una macchina troppo sporca), quindi ricordatevi di riportarla immacolata al noleggio. Se doveste avere bisogno di un taxi, noi abbiamo anche testato l’app Otaxi e ci siamo trovati bene!
  • ABBIGLIAMENTO. L’Oman è un paese musulmano quindi il nostro consiglio è, al di là dei posti che richiedono esplicitamente un abbigliamento modesto, di non indossare abiti troppo corti o scollati in generale.
  • SOLDI. Abbiamo pagato quasi ovunque con la carta di credito, ma per sicurezza cambiate comunque un gruzzoletto in contanti (non in aeroporto, mi raccomando), soprattutto per pagare le escursioni coi driver o per piccoli acquisti.

E voi siete mai stati in Oman? Avete altri suggerimenti? Fatecelo sapere con un commento o condividendo le vostre foto sui social con l’hashtag #ConoscoUnPosto!

Se siete alla ricerca di altri nostri consigli, trovate tutto a questo link per gite fuori porta e a questo per viaggi più lunghi.

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