A cena da Ça va sans dire, nuovo ristorante per tartare e piattini da condividere

Ha aperto da pochissimo a Milano, e più precisamente in zona Porta Romana, Ça va sans dire, un ristorante che come sottotitolo ha scelto un quasi impenetrabile “gourmet easy-eating”. Cosa significa questo auto appellativo? In primis, che la cucina si propone di essere ‘esplorativa’ e fuori dai soliti schemi. E poi, che qui le proposte vengono servite principalmente sotto forma di piattini da condividere. Al di là delle definizioni, comunque, in questo locale si sta bene grazie all’atmosfera accogliente e al servizio impeccabile, che lo rendono perfetto per tutte le occasioni. Ecco tutti i dettagli!

IL PIATTO FORTE DI ÇA VA SANS DIRE: mise en bouche, zuppe e tartare

Il menu di Ça va sans dire spazia dai capisaldi della cucina italiana a piatti dal tono decisamente più internazionale, e la formula permette di assaggiarne diversi: in carta, infatti, trovate una ventina di piccoli piatti da condividere, le cosiddette mise en bouche (qualche esempio? La frisella, le verdure in saor e la pappa al pomodoro), oltre a nove tipi di tartare sia in versione normale che small, alcune zuppe e tre classici come il vitello tonnato e il roast-beef all’inglese.

Ça va sans dire Milano
La crème brûlée di cipolle e il trittico di polpettine | © Giorgia Ferrais

Noi abbiamo scelto di iniziare con alcune mise en bouche, tra cui il crostino con stracciatella di bufala e acciughe del Cantabrico, la salciccia cruda col pane caldo e il trittico di polpettine con salsa allo yogurt. In tutti e tre i piatti abbiamo riscontrato una forte attenzione per gli ingredienti, anche se la medaglia d’oro, per noi, va alla crème brûlée di cipolle, semplicemente sublime nel suo accostamento tra dolce e salato.

Ça va sans dire Milano
Il crostino e la salciccia cruda col pane caldo | © Giorgia Ferrais

Abbiamo poi proseguito con la zuppa Thai con latte di cocco, ginger, peperoncino, lime, funghi champignon, coriandolo e gamberi e con una tartare classica (capperi, acciughe, cipolline, senape, tabasco, salsa Worcestershire, cetriolini e tuorlo d’uovo). La zuppa, molto cremosa, si rivela un’esplosione di sapori e anche il coriandolo, aggiunta non sempre facile, riesce a non coprire il sapore degli altri ingredienti. Anche la tartare ci lascia davvero convinti.

Ça va sans dire Milano
La zuppa thai e la tartare classica | © Giorgia Ferrais

Per concludere in bellezza, anche se tentati dal semifreddo al lime e zenzero e la torta di mele, abbiamo optato per un semifreddo all’amaretto e un budino arancia e cannella. Anche i dolci, rigorosamente fatti in casa, ci conquistano.

Ça va sans dire Milano
I dessert | © Giorgia Ferrais

La prossima volta non ci lasceremo scappare le altre tartare, come quella con guacamole, peperoncino, menta e lime o quella più classica ispirata alle Langhe, con olio tartufato, aglietto e scaglie di parmigiano!

IL POSTO: in Porta Romana

Ça va sans dire Milano
L’esterno del locale | © Giorgia Ferrais

Ça va sans dire ha aperto i battenti in via Giulio Romano, a qualche centinaio di metri dalla fermata della metro gialla di Porta Romana. Numerosi anche i mezzi di superficie, tra i quali il tram numero 24 e il numero 9. Proprio per questo vi consigliamo di sfruttare i mezzi, dato che parcheggiare in zona non sempre risulta facile.

L’ATMOSFERA: bistrot chic

Ça va sans dire Milano
L’interno del locale | © Giorgia Ferrais

Il locale si presenta curato in ogni minimo dettaglio, senza però strafare o risultare troppo “artificiale”. Dominato dai colori del nero, oro e azzurro Tiffany, conta anche su di un soppalco. L’apparecchiatura della tavola è parecchio minimal (per gli amanti della mise-en-place attenzione, qui non troverete né tovaglia né tovagliette), ma l’atmosfera accogliente, e anche la scelta musicale in sottofondo molto azzeccata rendono Ça va sans dire un luogo piacevole.

IL CONTO: medio

Ça va sans dire Milano
L’interno del locale | © Giorgia Ferrais

A livello di prezzo, le mise en bouche variano dai 6 ai 12 euro, le zuppe si assestano sugli 8 euro e i dolci sui 6 euro. Il prezzo delle tartare invece dipende dalle dimensioni, 22 euro per la versione normal e 12 euro per quella small. In generale, dovreste riuscire a stare sotto i 40 euro a testa, bere escluso, e il conto potrebbe ridimensionarsi grazie anche alle promozioni con The Fork. Lo scontrino finale, per noi, viene comunque ripagato dalla location molto curata, il servizio impeccabile – menzione d’onore per il proprietario – e la materia prima degli ingredienti. Per chi andasse a pranzo, qui viene proposta una interessante formula a 22 euro che comprende due piattini a scelta tra le mise en bouche, tartare, acqua, caffè e coperto.

ÇA VA SANS DIRE
Via Giulio Romano 1, Milano
02 2318 2848
Aperto da lunedì a sabato (12-14:30/19:30-22:30), no sabato a pranzo

Conoscevate già Ça va sans dire? Lo avete già provato? Fatecelo sapere condividendo i vostri scatti con l’hashtag #ConoscoUnPosto o commentando qui sotto! 

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Se vi piace l’idea di ‘piattini in condivisione’, questo è l’articolo che fa per voi!

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